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In villa o in spiaggia: via alle candidature per nuove location dove dirsi “sì”

Francesca Ferri
In villa o in spiaggia: via alle candidature per nuove location dove dirsi “sì”

Il Comune di Grosseto riapre i termini alle strutture private per diventare uffici distaccati di stato civile in cui sposarsi

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GROSSETO. Nozze in villa, sulla spiaggia con il sottofondo delle onde, immersi nella natura di un agriturismo maremmano o circondanti dalla bellezza senza tempo dell’arte. Il Comune di Grosseto rinnova e amplia la possibilità di sposarsi o contrarre un’unione civile al di fuori degli uffici comunali, in location private.

Il “sì” civile al di fuori della casa municipale è sempre esistito, ma fino al 2018 si trattava di cerimonie simboliche. L’atto vero e proprio, la firma sui documenti, per intendersi, avveniva sempre in un momento precedente negli uffici dell’Anagrafe in via Saffi. A quel punto la cerimonia con l’abito bianco, il tight, gli ospiti, la torna, la marcia nuziale e tutto il resto a quel punto poteva svolgersi ovunque, ma era solo una cerimonia simbolica.

Nel 2018, con la determina dirigenziale 589 del 23 marzo, l’amministrazione diede le gambe a un progetto cullato da tempo: consentire di contrarre matrimoni e unioni civili veri in luoghi privati come ville, alberghi, stabilimenti balneari. Come? Riconoscendo, all’interno di queste strutture, un’area da considerarsi ufficialmente “ufficio separato di stato civile”. In questo modo la coppia che decide di fare il grande passo non deve far altro che rivolgersi a una struttura convenzionata e, fissata la data, andare in Comune per le pubblicazioni e comunicare luogo e data della cerimonia. A quel punto tutta la parte burocratica viene sbrigata dalla struttura. Il Comune invia un funzionario e il sì pronunciato durante la cerimonia è quello valido a tutti gli effetti.

Firmarono la convenzione, di durata quinquennale: Le Versegge di Braccagni, Guadalupe al Bozzone di Braccagni, Villa Passerini a Roselle, Giuncola e Granaiolo nel Parco della Maremma ad Alberese, l’agriturismo Poggio Cavallo, la Cava di Roselle, la Fattoria La Principina a Principina terra, gli stabilimenti balneari Ricci di Mare, Fiumara Beach e Moby Dick a Marina di Grosseto. L’Hotel Granduca aderì alla manifestazione di interesse ma poi non firmò la convenzione. Giardini, spiagge, sale storiche: ad esse il Comune aggiunse il Cassero senese e poi il Museo Archeologico e d’arte della Maremma.

Dopo due anni, come previsto, il Comune ha fatto un aggiornamento e ha tirato le somme. «Abbiamo ricevuto molte richieste di ampliamento del numero di uffici di Stato civile distaccati – dicono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore ai Servizi al cittadino, Giacomo Cerboni –. Anche chi all’inizio non aveva aderito, o per scetticismo o perché ha aperto la propria attività in un momento successivo, ha capito la bontà di questo progetto, in un’ottica di rilancio del turismo e dell’economia che ruota intorno al wedding, creando indotto e opportunità di lavoro». Tre strutture in particolare sarebbero già pronte a partire mentre altre due o tre hanno chiesto informazioni.

A questo punto il Comune riapre alla possibilità di presentare domanda. Potranno farlo strutture turistico ricettive, strutture e arenili in concessione agli stabilimenti balneari di particolare pregio storico, artistico, culturale o archeologico o che siano collocati in aree di pregio ambientale e paesaggistico. Verrà poi istituita una Commissione per valutare le nuove richieste ed effettuare i sopralluoghi. Ma c’è di più.

Per allineare le scadenze delle concessioni, le strutture già convenzionate – in scadenza nel 2023 – attraverso una semplice domanda al Comune potranno arrivare anche loro al 2025, scadenza delle nuove convenzioni. Potranno anche chiedere modifiche o integrazioni alle convenzioni.

I numeri, del resto, sembravano indicare un trend incoraggiante. Nel 2018, primo anno di “nozze fuori dal Comune”, ville, resort e stabilimenti hanno ospitato quattordici cerimonie; 172 quelle ospitate in sala consiliare o all’Anagrafe di via Saffi, su un totale di 3.111 eventi registrati sul registro di stato civile. Nel 2019 i numeri erano già quasi raddoppiati: ventisette cerimonie in luoghi privati, 146 in sala consiliare e all’Anagrafe, su un totale di 3.058 eventi. Nel 2020 i dati disponibili sono riferiti ai primi otto mesi. Un anno particolare, segnato dalla pandemia, dalla chiusura delle strutture, dal divieto di fare banchetti e cerimonie pubbliche per molti mesi. Tant’è che matrimoni e unioni sono stati in totale 2.114, di cui 69 in Comune e solo uno in luoghi privati. Ma non è mai troppo presto per cominciare a organizzarsi. Soprattutto quando si parla del giorno più bello.

E uno di questi luoghi potrebbe essere presto la Chiesa dei Bigi. La Fondazione Grosseto Cultura presenterà al Comune istanza per celebrare matrimoni civili e unioni civili in questo scrigno di bellezza, uno degli spazi più suggestivi del complesso museale Le Clarisse, sede della Collezione Luzzetti. Unica chiesa barocca della città, è un vero gioiello. «Siamo contenti di mettere a disposizione un luogo così bello. Qualsiasi iniziativa che crei senso di comunità e porti la gente al museo è positiva», dice il direttore delle Clarisse, Mauro Papa.

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