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il covid e la montagna/1 

«Assurdo non aprire impianti come i nostri»

Francesca Ferri
«Assurdo non aprire impianti come i nostri»

Anche l’Amiata attende di sapere se la stagione sciistica  potrà partire. Papi: «Qui la seggiovia non è al chiuso»

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/ amiata

«Un conto sono i grandi impianti del nord, con le cabine chiuse e le ovovie. Un altro sono le stazioni più piccole, come la nostra dell’Amiata, con la seggiovia aperta e la sciovia che consente una risalita in totale distanziamento. E dove, soprattutto durante la settimana, non c’è certo la ressa».

Stefano Papi, responsabile della società Isa impianti che gestisce una parte degli impianti di risalita delle piste da sci dell’Amiata, attende, come i colleghi, notizie da Roma.

Il governo è intenzionato a non far riaprire le stazioni sciistiche temendo che possano essere focolai di aggregazione e propagazione dei contagi. Ieri sera il premier Conte ha ribadito: «Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto, ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile».

Dichiarazioni lapidarie arrivate dopo una giornata frenetica nella quale le Regioni, compresa la Toscana, hanno lavorato proprio per poter riaprire gli impianti, se e quando sarà revocata la zona rossa e ripristinata la zona gialla, l’unica che consente spostamenti oltre i confini comunali.

Proprio ieri si è tenuta la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per definire le regole per la settimana bianca anti-Covid richieste dal Dpcm per le zone dove sono consentiti gli spostamenti (vedi articolo a destra). L’attenzione è tuttavia al 4 dicembre quando dovrebbe essere emanato il nuovo Dpcm.

«Restiamo in attesa – dice Papi –. In questo momento c’è un’ottima sinergia tra le amministrazioni comunali di Abbadia, Castel del Piano e Seggiano, delegati a portare avanti le nostre istanze alla Regione».

Ieri i sindaci si sono riuniti in videoconferenza. «Abbiamo chiesto alla Regione 80mila euro per la partenza della stagione invernale – dice il sindaco di Castel del Piano Michele Bartalini –. Sono stato poi informato del rischio che il governo non faccia aprire gli impianti. Penso che siano fuori dal mondo. Capisco per i grandi impianti che hanno le cabine. Ma a noi, con le nostre risalite aperte, sarebbe assurdo non consentire l’attività». La speranza è che il governo proceda non per categorie (impianti sciistici) ma valutando caso per caso.

Nel frattempo la montagna ci crede e continua a prepararsi: «La neve dei giorni scorsi non inganni – dice Papi –. Se conosco bene l’Amiata, arriverà la pioggia. Puntiamo al 15 dicembre per aprire, se tutto va bene. Intanto lavoriamo».

Ci vogliono tre mesi per preparare la stazione. «La nostra stazione può ospitare dalle mille alle 1200 persone – dice ancora Papi –. Abbiamo comperato centinaia di metri di recinzioni per creare dei corridoi-serpentine per evitare assembramenti all’ingresso degli impianti di risalita. Cercheremo inoltre di vendere lo skipass ovunque. Il problema è semmai fare arrivare le persone, perché magari vengono in tre o in quattro in una stessa macchina. O farle mangiare. Ma per una giornata si può anche organizzarsi con cibo da asporto. Noi, ad ogni modo, continuiamo a prepararci». —

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