Italia
Investito in curva da un'auto: giovane lupo trovato morto
L'esemplare è stato scoperto sulla provinciale 61, a poca distanza da Punta Ala. Subito l'intervento della Gav di Castiglione, dei carabinieri forestali e della Regione
PUNTA ALA. La serie di curve, un animale che esce dal bosco e l’auto che non fa in tempo a evitare l’animale, lì fermo in mezzo alla carreggiata abbagliato dai fari: un accenno di frenata della macchina, con il colpo mortale alla testa che non lascia scampo.
È morto così un giovane lupo, finito poi nella fossetta laterale e scoperto solo alle prime luci dell’alba di ieri mattina. L’incidente è avvenuto nella notte fra venerdì e sabato sulla strada provinciale 61, dopo circa due chilometri dal bivio che dalla provinciale delle Collacchie porta alla frazione di Castiglione della Pescaia.
La chiamata è arrivata ai carabinieri forestali di prima mattina, e i militari, dopo aver raggiunto il posto e vedendo che poteva trattarsi proprio di un lupo, hanno deciso di avvisare i tecnici preposti. A interessarsi del caso la vicesindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi che ha allertato la Gav, il nucleo con l’ispettore Sandro Pilozzi delle guardie ambientali venatorie che ha recuperato la carcassa dell’animale.
Sul momento l’incertezza poteva essere che l’animale fosse un cane lupo, ma a una prima occhiata sembrava decisamente un vero lupo; e allora Pilozzi ha deciso di portarlo a Firenze per farlo registrare e analizzare dal dottor Massimo Machetti , responsabile regionale.
Il primo riscontro ha così confermato che si tratterebbe proprio di un lupo. «Si tratta di un animale giovane ed era in ottima salute – ha poi spiegato Pilozzi – e dalle prime analisi fatte anche sulla lingua risulta effettivamente appartenere a un canide lupino. Saranno poi i test sul Dna a confermarlo di sicuro. La carcassa è stata rinvenuta ad appena un paio di chilometri dal bivio, e possiamo confermare che l’animale è stato colpito da una macchina alla testa, ed è morto nella fossetta laterale. Di prima mattina abbiamo ricevuto la chiamata dai carabinieri forestali, e iniziato le procedure».
Sulla dinamica dell’uccisione ci sarebbero pochi dubbi: in quel tratto la strada si snoda fra il bosco e la pianura di Pian d’Alma, con alcune curve in serie, davanti ad alcuni agriturismi. Il bosco non è proprio all’altezza della strada ma più rialzato, e il lupo evidentemente ha trovato un varco usato anche da altri animali (in passato altre auto hanno colpito qualche capriolo e fatto degli incontri ravvicinati con i cinghiali) per tentare di attraversare la carreggiata. Qualche frazione di secondo, con il guidatore dell’auto che non si è nemmeno accorto che di fronte ai suoi fari c’era proprio un lupo: l’impatto è stato molto violento, la carrozzeria della macchina ha centrato sulla testa l’animale, che è praticamente morto sul colpo. La botta lo ha spedito nella fossetta laterale, dove è rimasto.
Qualche giorno fa nella zona delle Strette erano stati avvistati e filmati da lontano altri sei esemplari, dall’apparente aspetto di lupi ma che non è stato possibile identificare con certezza. E forse l’animale ucciso apparteneva proprio a quel branco, visto che le macchie possono essere attraversate con facilità.
«Generalmente un lupo giovane a un certo punto cerca di avere il proprio territorio – spiega Andrea Sforzi, direttore del Museo di storia naturale di Grosseto – ed è facile che si allontani dal resto del gruppo. Stiamo vivendo un periodo storico particolare e ormai non ci dobbiamo più sorprendere. E poi credo che siamo abituati a situazioni del genere con gli stessi cinghiali: i lupi in certo senso cacciano i piccoli degli ungulati, e Punta Ala è rinomata per accoglierne in gran quantità».
Gli incidenti con i cinghiali rimangono all’ordine del giorno, e proprio nella frazione gli avvistamenti, anche in mezzo all’abitato, sono diventati un’abitudine familiare. Ora il lupo, con avvistamenti anche negli ultimi giorni che non si contano più. Sotto Buriano, sempre qualche giorno fa, altri lupi hanno attaccato un giovane vitello, uccidendolo, nell’azienda Badia Vecchia. La presidente Mirella Pastorelli del comitato pastori d’Italia ha espressamente chiesto l’intervento della Regione Toscana, e dell’assessora all’agricoltura Stefania Saccardi.
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