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Confindustria: «I numeri sono chiari La Maremma può uscire dalla zona rossa»

Lina Senserini
Confindustria: «I numeri sono chiari La Maremma può uscire dalla zona rossa»

Il direttore Capone appoggia la richiesta di Giani: «Sarebbe una boccata d’ossigeno con un bell’impatto psicologico»

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/ GROSSETO

La Maremma e il Senese fuori dalla zona rossa? I numeri della pandemia al di sotto della media regionale, in particolare a Grosseto, sembrano dare ragione al governatore Eugenio Giani, che due giorni fa ha proposto al Governo di far uscire le due province del sud della Toscana dalla zona di massima restrizione.

Mentre a Firenze i tecnici sono al lavoro per valutare i 21 parametri su cui si decide il colore di una regione, sul tema è intervenuta anche Confindustria Toscana sud che chiede l’immediata revisione della qualifica delle zone, selezionando i territori che si distaccano in positivo dall’andamento regionale, «come ad esempio a Siena e Grosseto», scrivono gli industriali.

Secondo i dati dell’Agenzia regionale di sanità aggiornati a mercoledì la provincia di Grosseto (ma lo stesso vale per Siena) è quella con le percentuali più basse per numero di morti (0,02 ogni cento abitanti, contro lo 0,28 di Firenze o lo 0,12 di Massa Carrara), per indice di contagio (1,32 positivi ogni cento abitanti, contro i 2,39 di Arezzo o il numero record di 2,95 a Prato) e per letalità (deceduti su numero di positivi, pari a 1,4 su cento a Grosseto).

Queste cifre hanno indotto Confindustria a rivolgersi a Giani affinché vada avanti con la sua richiesta e apra un rapido confronto con il Governo per l’immediata revisione della situazione, in particolare per i territori in cui gli indici sono bassi, come appunto Grosseto e il Senese.

«Non intendiamo certamente sostituirci ai tecnici, che stanno facendo un lavoro estremamente complesso – dice il direttore generale di Confindustria Toscana sud, Antonio Capone – ma questa richiesta non può non trovare una risposta concreta. I numeri parlano chiaro e altrettanto fanno gli indici economici per alcuni settori già fragili della nostra economia territoriale. In Maremma, ormai interi ambiti sono ad un passo dal collasso definitivo e, se non si riesce a dare qualche impulso, perderemo aziende e posti di lavoro in modo irreversibile. Alberghi, strutture termali, tutta la filiera legata alla ristorazione non possono più resistere. Se ci sono le condizioni, anche limitatamente a un territorio, come può essere la provincia di Grosseto, perché non rivedere la classificazione e dare speranza oltre che reali possibilità alla nostra economia, già fragile, già in sofferenza, già duramente colpita dal lockdown?».

Per Capone, peraltro grossetano e che ben conosce la realtà economica del territorio, riprendere alcune attività togliendo le restrizioni della zona rossa avrebbe un impatto importante anche psicologico, ora e per il futuro, sia per chi vive in Maremma che per le persone che potrebbero sceglierla per le vacanze.

«Immagino – conclude – che la percezione esterna di una provincia che si differenzia in positivo nei numeri del contagio, la renda più interessante. Non siamo gli unici a chiedere che non si prendano decisioni generalizzate, ma per singoli territori. Certamente va fatto nel rispetto delle norme, ma per la Maremma, togliere le restrizioni della zona rossa significherebbe una boccata di ossigeno per l’economia». —

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