Il Tirreno

Grosseto

Amicizia al di là del ruolo: il grazie dell’avvocato per le parole del procuratore

Paolo Bastianini
Amicizia al di là del ruolo: il grazie dell’avvocato per le parole del procuratore

Maria Navarro ha dedicato la nomina del Csm a Bruno Leporatti Il collega Bastianini rende onore al pm a nome di tutto il Foro 

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la lettera

Maria Navarro è stata nominata due giorni fa dal Csm procuratore capo di Grosseto e durante la cerimonia ha dedicato questo importantissimo traguardo all’avvocato Bruno Leporatti, scomparso quattro anni fa. L’avvocato Paolo Bastianini, ha scritto questa toccante lettera che volentieri pubblichiamo.

Gentile dottoressa,

anzitutto mi scuso con Lei per quanto sto per fare perché so che la farò arrabbiare perché Lei non ama affatto né le lodi né, tantomeno, le pubbliche lodi.

Dunque non la loderò, ma mi limiterò a rievocare un fatto accaduto molto tempo fa.

Nel 1935 una grande avvocato e poi padre costituente Piero Calamendrei scrisse un volumetto intitolato “Elogio dei giudici scritto da un avvocato” e nel 1953, un suo amico Domenico Peretti (Giudice e Primo Presidente di Corte d’Appello) scrisse un breve saggio intitolato “Elogio degli avvocati scritto da un giudice”. Ora, dato che Lei ha vinta la sua assoluta voglia di riservatezza dedicando la Sua nomina a Procuratore Capo all’avvocato Bruno Leporatti chiamandolo Suo amico, permetta a me (che posso vantare l’onore di appellarmi nello stesso modo) di ringraziarLa a nome di chi materialmente oggi non può.

Vede, le dieci parole che Le sono sgorgate dal cuore e sfuggite dalla bocca, sono un bellissimo elogio di un avvocato scritto da un magistrato che supera in valore quello degli anni passati in cui certamente il clima generale della giustizia era diverso dall’attuale.

Dunque il mio ringraziamento non può essere solo un fatto personale e per questo ho chiesto di renderlo pubblico.

La ringrazio, dunque, non solo facendo miei i sentimenti anche di tutti quelli che, con me, hanno condiviso molti anni di lavoro ed amicizia con Bruno Leporatti, ma anche come avvocato e, vorrei dire se non temessi di peccare di presunzione, a nome di tutti gli avvocati. Come avvocato sono, infatti, confortato dal fatto (che già sapevo privatamente ma che adesso è pubblico) che un Pubblico Ministero ed un difensore si possano lealmente scontrare nell’aula di giustizia (come molte volte è capitato tra Lei e Bruno) non solo avendo reciproco rispetto, ma essendo anzi profondamente amici ben sapendo che il loro leale scontro è il migliore strumento per consentire a chi dovrà giudicare della vita altrui di farlo nel migliore dei modi possibili.

Concludo con un augurio di buon lavoro. —

Paolo Bastianini



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