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Grosseto

L’abbraccio dei genitori alla bara di Selene «Ha riso, giocato e parlato: un dono per noi»

giulia sili
L’abbraccio dei genitori alla bara di Selene «Ha riso, giocato e parlato: un dono per noi»

Don Andrea ha trovato a stento le parole per consolare Giovanni e Luna per la morte della loro bambina di soli 18 mesi 

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la tragedia

Abbracciati e aggrappati alla bara bianca: sono rimasti così Giovanni e Luna, durante tutto il corso del funerale della loro bambina.

Selene, 18 mesi appena, è morta martedì mattina al Santa Chiara di Pisa dopo un ricovero lungo un anno. Un periodo lunghissimo durante il quale i suoi genitori non l’hanno mai lasciata, neanche per un istante. E così anche ieri, giorno del funerale, la giovane coppia è rimasta stretta un lungo abbraccio, accovacciati di fianco al feretro.

La morte di Selene è avvenuta in momento in cui la Toscana è definita zona rossa, ad alto rischio di contagio, una condizione nella quale i baci e gli abbracci non possono esserci. Nonostante questo i genitori hanno potuto comunque ricevere l’affetto dei tanti intervenuti ieri pomeriggio alle esequie che si sono tenute nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Follonica. Le persone hanno riempito la piazza della chiesa rimanendo in silenzio e accompagnando poi il feretro in chiesa. Un silenzio surreale, definito dal parroco, don Andrea, «carico di amarezza e tristezza» per un evento che difficilmente può essere accettato. Lo stesso don Andrea con grande difficoltà ha cercato le parole per sostenere Giovanni e Luna nel loro lutto. «Questo silenzio deriva dal fatto che questi avvenimenti lasciano tutti senza parole – ha detto il parroco – Perché adesso le parole non bastano, non servono. Ci sono però delle cose a cui aggrapparsi: la prima è che siamo tutti qui, racchiusi intorno a voi in un grande abbraccio. Il vostro dolore è solo vostro ma noi ne siamo partecipi. E qui Selene ci ha dato una grande lezione con la sua breve vita: ci ha insegnato l’importanza della solidarietà, il non arrendersi mai, la perseveranza. Nel dolore che provate oggi c’è tanto amore».

Selene da molti mesi era ricoverata a Pisa per una malattia molto aggressiva. Il 14 novembre 2019 i medici le avevano infatti diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta ad alto rischio. In poco tempo la giovane coppia aveva lasciato tutto, casa, lavoro e famiglia, per trasferirsi a Pisa in vista di un trapianto di midollo per Selene.

Il nonno della bambina, Luigi Quinzi, rivolse un pubblico appello per raccogliere fondi per curarla e la solidarietà fu tanta. Il percorso di cure ha però visto momenti di recupero e tante ricadute e, nonostante il trapianto fosse arrivato lo scorso agosto, la bambina non ce l’ha fatta e martedì è deceduta. Il babbo di lei, Giovanni, 27 anni, ieri ha trovato la forza di parlare e raccontare ai presenti il suo dolore: «Abbiamo sofferto tanto – ha detto – ma siamo stati anche felici perché c’era lei. Selene ha anche riso, giocato e parlato, non è stata solo male. Lei è stata il regalo più bello della mia vita». Alle esequie ieri erano presenti anche la sindaca di Scarlino Francesca Travison e il sindaco di Follonica Andrea Benini che in un video messaggio pubblicato martedì sera ha voluto stringersi a Giovanni e Luna in un momento così difficile per loro. L’ultimo messaggio è stato affidato ai social: «Mi mancherai tanto amore mio, non riesco ad immaginare una vita senza te – ha scritto Giovanni per sua figlia – Ancora sento la tua vocina che imita i versi degli animali, vedo il tuo volto accanto alla mamma. Mi dispiace non averti potuto offrire vita migliore». —

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