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I conti delle società gestiti da Evans Capuano: in aula anche nove imprenditori

alfredo faetti
I conti delle società gestiti da Evans Capuano: in aula anche nove imprenditori

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Costituite le parti e ammesse le prove, ha preso il via il processo a carico di imprenditori e professionisti noti nel panorama follonichese, su cui pende la bancarotta fraudolenta come ipotesi di reato. Nove in tutto le società al centro del procedimento, riconducibili sia al settore immobiliare sia a quello ricettivo, poi dichiarate fallite.

Sei invece gli imputati, tra i quali risaltano i nomi di Evans Capuano, il commercialista già condannato per estorsione e altri reati nel processo in primo grado, in cui erano parti civile Luca e Antonio Marchionni, coimputati ora nello stesso procedimento che si è aperto ieri in tribunale. «Avvocati, siete sereni che sia io a presiedere il procedimento?», ha chiesto in chiusura dell’udienza Laura Di Girolamo, rivolgendosi agli stessi legali che hanno rappresentato le stesse parti nel processo da lei presieduto sul presunto sistema di estorsione, il “processo Capuano”, concluso non più tardi di due mesi fa. «Io sono serena – ha proseguito la presidente del tribunale – Se volete ricusarmi vi prego di farlo subito nella prossima udienza, in modo da poter procedere in modo celere con i lavori».

I fatti contestati alla base dell’accusa di bancarotta infatti precedono di almeno due anni quelli sull’estorsione e i protagonisti hanno giocato ruoli ben diversi nelle due vicende, scandite da presunte irregolarità da parte delle società poi fallite. La Procura, rappresentata in aula da Arianna Ciavattini (che ha condotto le indagini), ha avanzato richieste anche per “distrazione” di denaro per centinaia e centinaia di migliaia di euro ogni volta ma anche di mezzi e di ramo d’azienda, così come per tenuta irregolare di libri e scritture contabili, in modo da non permettere la ricostruzione del patrimonio e degli affari delle società.

Di alcune di queste il commercialista era Capuano, difeso dall’avvocato Guiscardo Allescia, a cui la Procura attribuisce la predisposizione di «una contabilità tale da consentire l’indebita movimentazione di flussi di denaro, impedendone il tracciamento e comunque, in tal modo, occultandone la natura economico-finanziaria». Questa contestazione viene mossa a Capuano per la Dmc srl, società dichiarata fallita nel novembre 2011, per la quale sono coimputati anche gli allora amministratori Paola Centini (difesa da Christian Sensi) e Luca Marchionni (difeso da Gianni Mannucci del Foro di Firenze); per la Hidalgo srl, fallita nel marzo 2012, con gli stessi coimputati; così come per la Ville Rouge srl, fallita nel marzo 2012, e la Dmc Immobiliare srl, dichiarata fallita nel marzo 2012, sempre con Centini e Marchionni. Poi le altre contestazioni relative alle altre società: la Fonte al Cerro srl, fallita nell’agosto 2013, per cui sono imputati Centini, Luca Marchionni e Antonio Marchionni (difeso da Alessandra Coviello); la Belvedere srl, dichiarata fallita nel settembre 2013 (Centini e i due Marchionni); la Red Mile srl (Luca Marchionni); la Scev srl, fallita nel settembre 2016 (Antonio Marchionni e Nadia Vigni, difesa da Silvia Albani); la Glf società agricola arl, fallita nel settembre 2016, dove imputati oltre a Luca Marchionni, Centini, Vigni anche Giacomo Marchionni (difeso da Antonio Voci) così come per la Luce Villas. Ci sono anche contestazioni per evasione fiscale, sia per mancata presentazione della dichiarazione annuale (Red Mile), sia per una presunta simulazione di cessione o di affitto di ramo di azienda (Scev e Glf). La prossima udienza del dibattimento è fissata per l’inizio del 2021: il primo ad essere sentito sarà il curatore fallimentare. —

alfredo faetti

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