Gioco
Centri estetici di nuovo chiusi Ciani si appella alla prefettura
Anche la norma che impedisce lo spostamento da un comune all’altro penalizzerebbe il comparto della cura del corpo, aperto, ovvero i parrucchieri
grosseto
«L’incertezza e la grande confusione rischiano di fare maggiori danni del virus».
Ne è convinto Mauro Ciani, segretario di Confartigianato Grosseto, che interviene senza mezzi termini sostenendo che «il tentennamento del governo e la non chiarezza de Dpcm del 3 novembre, soprattutto per il settore benessere, stanno mettendo in ginocchio un numero importante di artigiani, dipendenti e famiglie».
«La decisione di passare dalla zona gialla alla zona rossa in tempi così accelerati – spiega – ha creato grande smarrimento non solo tra le imprese ma anche tra i cittadini: molti titolari di attività si sono trovati in difficoltà mentre i cittadini sono piombati nello sconforto. I centri estetici sono stati costretti a chiudere pur avendo adottato nei mesi scorsi tutte le misure anti Covid richieste: mascherine e guanti, sanificazione dei locali, distanziamento, prodotti specifici per la pulizia delle mani dei clienti, barriere protettive in plexiglass. La decisione del governo dunque pesa come un macigno su un settore che aveva fortemente investito per garantire la massima sicurezza dell’ambiente di lavoro».
Di difficile interpretazione è poi – secondo Ciani – la decisione di permettere agli acconciatori di continuare a lavorare se si vieta ai clienti di spostarsi da un Comune all’altro. «Questo divieto, e l’obbligo di chiusura dell’estetica, imposti con il passaggio in zona rossa, non solo hanno inasprito le difficoltà economiche dei nostri imprenditori ma stanno creando un crescente disagio tra i cittadini che sono privati della possibilità di usufruire del loro “operatore di fiducia” per servizi e trattamenti che potrebbero essere di necessità».
«Vale ricordare – precisa il segretario – che queste attività nascono grazie a un particolare rapporto di fiducia, costruita negli anni, tra operatore e cliente; non considerare questo elemento è illogico e penalizzante. Per questo motivo – aggiunge Ciani – a nome dei nostri associati ho inviato alla prefettura di Grosseto una lettera chiedendo chiarezza e attenzione in merito alla questione, nella speranza che anche nella nostra provincia si arrivi a quei provvedimenti di apertura che altre prefetture, come quelle di Brescia, Sondrio e Cremona, hanno avviato; in questo modo chi vuol recarsi dal professionista di fiducia che si trova fuori dal Comune di residenza, lo può fare senza incorrere in sanzioni. Aggiungiamo inoltre che il divieto in questione penalizza soprattutto le piccole imprese artigiane rosa e, più in generale, l’occupazione femminile che rappresenta la quasi totalità del personale impegnato in questo specifico settore. Per tutti questi motivi – conclude Ciani – Confartigianato Grosseto si sta impegnando con ogni strumento a disposizione per chiedere scelte, in linea con il difficile momento di allarme sanitario, ma opportune e lungimiranti». –
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