La manifestazione
Toelettature per cani chiuse «Ingiusto, è servizio essenziale»
/ GROSSETO
Dato che il virus Sars-Cov-2 si trasmette, ed è pericoloso, tra gli umani, perché per contenere la pandemia si sono chiusi i negozi di toelettatura per cani, dove, appunto, il contatto è, al massimo, faccia a muso? E perché è consentito lavare le auto, ma non lavare il proprio cane?
Le domande le pone Carmela Longobardi, titolare della Bibashiva Toelette di viale Telamonio, uno dei sette, otto negozi del settore a Grosseto. I quali, come in tutte le regioni a zona rossa, sono stati costretti a chiudere. Carmela, per tutti “Carmen”, proprio ieri ha tagliato il traguardo dei dodici anni di attività. Ma non è stata una festa. «Le attività come la mia sono chiuse a seguito dell’inserimento della Toscana tra le zone rosse – dice – e non si capisce la ragione. Non abbiamo praticamente contatti con i proprietari dei cani: solo quel momento in cui portano l’animale. Non vedo come potremmo essere veicolo di contagio».
La toelettatura per cani non è uno sfizio per barboncini vanitosi. Lavare un cane, tosarlo, sono questioni di igiene, per l’animale e per la famiglia e la casa dove vive. «Ci sono ad esempio cani in là con l’età – dice Carmela – che soffrono di incontinenza e si fanno la pipì addosso. Non possono stare quindici giorni senza essere lavati. Oppure ci sono cani che hanno dei problemi dermatologici e devono fare dei bagni con prodotti particolari. Non farglieli e sospendere i trattamenti significa fare un danno ai cani».
C’è rabbia e incredulità nelle parole di Carmela. «Perché i parrucchieri, gli autolavaggi, le lavanderie stanno aperti e noi, che laviamo i cani, no? Non è anche il nostro un servizio di cura?», si chiede.
Il nodo è il codice Ateco assegnato a queste attività. Parrucchieri, lavanderie e pulizia di tappeti e pellicce, rientrano tra servizi per la persona, contemplati nell’allegato 24 al Dpcm del 3 novembre che indica quali attività sono consentite. Le toelettature per cani sono invece codice 96.09.04, “cura degli animali”, e non sono ammesse. «I colleghi della Lombardia hanno scritto alla Regione e la risposta è stata che solo il Governo può modificare questa norma. Mi auguro davvero che lo faccia», chiude Carmela. —
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