Il Tirreno

Grosseto

l’indagine  

Prestiti dalla banca per avere liquidità

Giovanna Mezzana
Prestiti dalla banca per avere liquidità

I grossetani chiedono in media più di 13mila euro di credito È il 4% in più rispetto alle necessità del resto dei toscani

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C’era una volta il prestito della banca per acquistare la nuova auto utilitaria. O la cucina nuova. O, ancora, per coprire le spese straordinarie del condominio. Oggi più del 25 per cento dei toscani si rivolge a un istituto di credito o a una finanziaria per ottenere liquidità funzionale a far fronte alle esigenze quotidiane: per vivere, insomma, o – se vogliamo, purtroppo – per sopravvivere. E in questo quadro il comportamento dei maremmani non rappresenta un’eccezione: anzi, in media chiedono in prestito il 4% in più dei soldi richiesti dalla media dei toscani.

È la fotografia che ci consegna un’analisi messa a punto da Facile. it e Prestiti. it, i portali online grandi comparatori di offerte di servizi, dalle polizze auto ai prestiti, appunto. Lo scandaglio è stato lanciato per intercettare i comportamenti tenuti dai toscani sul fronte della richiesta di prestiti durante un trimestre: periodo breve e quindi di solito poco significativo per parlare con cognizione di causa di fenomeni in atto, ma non in questo caso; l’analisi infatti è stata condotta da luglio a settembre, quando cioè i toscani – come il resto degli italiani – avevano da poco riconquistato la libertà di movimento dopo la prima fase di lockdown. Ebbene, le tendenze che emergono dal campione di 7mila domande di finanziamento raccolte per la Toscana dai portali sono chiare: più di un toscano su quattro ha chiesto credito per avere liquidità tout court – cioè per pagare le bollette delle utenze, per fare il pieno dell’auto, per riempire il carrello della spesa – quando di solito le domande erano finalizzate a acquisiti o investimenti. E quanto mediamente hanno chiesto? I grossetani 13.220 euro, il 4% in più rispetto alla media regionale pari a 12. 737 euro, cifra che stabilizza la Maremma nella parte alta della classifica delle province per importo medio richiesto nel corso del terzo trimestre 2020. Scende il numero dei professionisti che ricorrono alla richiesta di prestiti, segno che cala la quota di chi tra loro può offrire garanzia di essere solvibile; aumenta invece il numero dei pensionati e dei lavoratori dipendenti che dispongono di una busta paga da cui attingere per il rientro di quanto è stato concesso. –



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