Sicurezza
Droga dalla Colombia, in silenzio davanti al gip
Ciro Miraglia e Giuseppe Apice si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: avrebbero organizzato il traffico internazionale
grosseto
L’udienza si è svolta per via telematica: Ciro Miraglia era collegato dal carcere di Massa Marittima, dov’è stato portato qualche giorno fa dagli uomini della squadra mobile di Grosseto, che sono andati a prenderlo nella sua abitazione in città, Giuseppe Apice, invece, dal carcere di Poggioreale. Difesi dagli avvocati Barbara Fiorini e Carlo Ercolino, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I due non hanno voluto fornire spiegazioni né dettagli al giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri che aveva fissato per ieri mattina l’interrogatorio di garanzia.
Ciro Miraglia, originario di Napoli ma residente a Grosseto, 33 anni, è ritenuto essere il socio in affari di Bernard Edickson Genao, il dominicano di 29 anni che si trova tuttora nel carcere di Siena dov’è in attesa di essere processato. Il ragazzo, difeso dall’avvocato Romano Lombardi, è accusato, oltre che di spaccio internazionale di stupefacenti, anche di omicidio e tentato omicidio.
Le indagini della squadra mobile, coordinate dai sostituti procuratori Giampaolo Melchionna e Giovanni De Marco, sono cominciate la sera del 23 dicembre, quando il giovane dominicano fu rapinato da due senegalesi con i quali aveva in corso una trattativa per acquistare due chili e 200 grammi di cocaina, al prezzo di 38mila euro al chilo.
A raccontare quanto fosse successo, poi, nell’appartamento di via della Pace, è stato lo stesso dominicano: Omar Sar avrebbe tirato fuori una pistola nell’appartamento, prendendo i due involucri contenenti la droga e minacciando Genao con la pistola. Il dominicano, dopo aver disarmato il senegalese, lo avrebbe inseguito sulle scale del palazzo esplodendo dei colpi, continuando così anche lungo la strada, mentre l’uomo si stava allontanando a bordo della Mercedes con la quale era arrivato a Grosseto. Nell’inseguimento era rimasto ferito anche l’altro senegalese che era con lui, Talla Diop Mor che, dopo le cure ricevute al Misericordia, fu portato in carcere.
La Procura ha ricostruito le tappe che hanno portato alla sparatoria: il traffico di cocaina dalla Colombia, da dove sarebbero arrivati a Grosseto cinque chili di droga purissima. Genao teneva i contatti con i colombiani, mentre Miraglia vendeva le partite di droga al sud, nel Napoletano, principalmente. Uno degli acquirenti individuati dalla squadra mobile, era prroprio Giuseppe Apice. —
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