Il Tirreno

Grosseto

Vaccini influenza, manca il 20% delle dosi

Giovanna Mezzana

È quasi certo che non arriveranno ma secondo l’Asl sarà immunizzato comunque il 40% in più dei cittadini rispetto al 2019

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Sono 250mila le dosi di vaccino antinfluenzale che ha ricevuto ad oggi l’Asl sud est per le tre province, Grosseto, Siena e Arezzo: sul totale, la quota destinata a Grosseto è pari al 25%, ovvero sono arrivate all’incirca 62. 500 dosi di vaccino. Sono poche? Sono tante? Sono abbastanza rispetto al “fabbisogno” nell’inverno in cui l’obiettivo della Regione Toscana era quello di immunizzare il maggior numero possibile di cittadini per la malaugurata coincidenza che fa sì che i sintomi del virus stagionale sono molto simili a quelli che accompagnano l’infezione da Covid-19? Certo è che all’appello – anche con l’ultima infornata, attesa tra il 24 e il 25 novembre, e che sarà pari a 25mila dosi per tutta l’Asl sud est – mancherà circa il 20% del totale delle dosi che si attendeva sarebbero arrivate. E questa quota – è quasi certo, secondo l’Asl – non arriverà.

I vaccini antinfluenzali sono di due tipi. C’è quello tetravalente con gli antigeni dei ceppi riscontrati nel nostro emisfero, e che i medici di medicina generale somministrano a tutti coloro che hanno tra 65 e 74 anni d’età e per chi ha tra 6 mesi e 64 anni e appartiene a una categoria a rischio; di questa tipologia ne sono giunte 190mila dosi, il 25% per Grosseto, ovvero 47. 500 all’incirca. C’è poi il vaccino trivalente potenziato riservato a chi ha più di 75 anni o uno stato di salute critico; di questa tipologia ne sono arrivate 60mila dosi, circa 15mila (il 25%) per Grosseto. Tra il 24 e il 25 novembre è atteso l’arrivo di un’altra quota di 25mila vaccini. A questo punto – come dettaglia il dipartimento del farmaco dell’Asl sud est – si sarà giunti all’80% dei vaccini attesi. E se tutto lo stock del vaccino trivalente (per gli over 75) sarà così al completo, mancherà invece il vaccino tetravalente.

Per capire la causa dell’ “ammanco”, bisogna entrare nel merito del meccanismo che sottende alla gara di acquisto. «Quando si fa una gara per 100 – spiega Fabio Lena, direttore del dipartimento del farmaco dell’Asl sudest – si ha diritto a ricevere 100 ma in effetti fino al 20% in più al medesimo prezzo; e di solito il fornitore è ben lieto di garantire il 20% in più, il cosiddetto “quinto d’obbligo”; purtroppo quest’anno però Gsk (casa farmaceutica britannica, ndr) non potrà fornire il quinto d’obbligo perché deve riservarlo ad altre regioni italiane in sofferenza». Il problema dunque è che quando è stata fatta una gara per 100 ci si aspettava di ricevere 120, ma così non è andata.

È notizia di ieri l’allarme dei medici di famiglia toscani, dalla Fimmg regionale – la Federazione italiana dei medici di medicina generale della Toscana – secondo i quali «i vaccini finora forniti e quelli successivamente promessi non appaiono essere sufficienti a garantire la copertura preventivata della popolazione toscana». Dall’Asl sud est arriva invece un messaggio rassicurante: nonostante la quota mancante del 20% delle dosi attese, «La nostra “capacità vaccinale” – valuta Lena – risulterà comunque incrementata del 40% rispetto allo scorso anno (ovvero, al termine della campagna vaccini risulterà vaccinato il 40% in più dei cittadini rispetto al 2019). –

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