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Grosseto

l’udienza 

Spacciatore picchiò cliente e lo ridusse in coma: a giudizio

F.G.
Spacciatore picchiò cliente e lo ridusse in coma: a giudizio

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grosseto

La richiesta di rinvio a giudizio per due giovani di origine marocchina, Abdelali Chaoub, 23 anni, (difeso dagli avvocati Sabrina Pollini e Massimo Landi) e Redouane Rochdi, 21 anni, difeso dall’avvocato Federica Ambrogi, è già sul tavolo del giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna, che ha fissato l’udienza preliminare per il 26 novembre. A presentare la richiesta di rinvio a giudizio è stata la sostituta procuratrice Anna Pensabene. I due giovani nordafricani, il primo attualmente rinchiuso nel carcere di Prato, il secondo al momento irreperibile, sono accusati non soltanto i di spaccio, ma anche di lesioni aggravate. Chaoub, che i suoi clienti conoscevano con il soprannome di Anwar, insieme al ventunenne Rochdi avrebbe pestato a sangue un uomo di 39 anni, anche lui nordafricano, che aveva difeso la sua compagna dalle offese dei due. La donna, parte offesa, è assistita dall’avvocato Simone Falconi.

L’episodio è successo sulle Mura di Grosseto, il 13 ottobre dell’anno scorso: la compagna dell’uomo stava comprando una dose di cocaina da un altro spacciatore quando i due si sarebbero messi a urlarle contro, accusandola di essere una spia delle forze dell’ordine.

Il compagno della donna sarebbe quindi intervenuto per difenderla senza prevedere la reazione dei due che prima avrebbero cercato di colpirlo scaraventandogli contro un cassonetto dell’immondizia, poi colpendolo più e più volte con alcune bottiglie di birra ancora piene.

Un pestaggio andato a vanti per lunghissimi minuti fino a quando la vittima, che si era vista spaccare addosso le bottiglie, era riuscito a scappare per le vie del centro. La sua compagna aveva dato l’allarme, chiedendo aiuto a un tassista che aveva subito chiamato i carabinieri. Il trentanovenne era stato soccorso e accompagnato all’ospedale Misericordia in condizioni gravissime: per alcuni giorni, i sanitari lo hanno dovuto tenere in coma farmacologico tante e tanto profonde erano state le ferite provocate dal pestaggio. L’aggressione era avvenuta sulle Mura, «prezioso monumento nazionale che nell’ultimo lustro - aveva scritto il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare - è sostanzialmente caduto in possesso di torme di criminali e sbandati di provenienza prevalentemente nordafricana».

I carabinieri, arrivati subito sul posto, avevano trovato le bottiglie di birra sporche di sangue lasciate per terra e, una volta estrapolate le immagini delle telecamere del centro storico, avevano visto l’uomo inseguito dopo l’aggressione dai due spacciatori, che per due anni avrebbero venduto hashish, cocaina ed eroina proprio in centro. Chaoub, era stato poi sorpreso dai carabinieri durante una perquisizione: era andato a portare dello stupefacente a casa di un cliente quando erano arrivati i militari. Lui, per non farsi trovare lì, si era nascosto in un armadio: una volta che l’anta si era aperta, i carabinieri gli avevano notificato l’ordinanza di custodia cautelare che era stata emessa dal giudice, anche quella volta, su richiesta del sostituto procuratore Anna Pensabene per i reati di stalking e maltrattamenti nei confronti della ex compagna. —

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