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Crollò il tetto, finalmente rientrano a casa

Giulia Sili
Crollò il tetto, finalmente rientrano a casa

Dopo un anno e mezzo gli abitanti del podere Laschi di Pian D’Alma sono potuti tornare a vivere nella loro abitazione

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La notte del 2 aprile 2019 un boato rompeva il silenzio della campagna di Pian D’Alma: il tetto del podere Laschi era crollato all’improvviso mentre al suo interno si trovavano dieci persone, rimaste tutte fortunatamente illese.

Oggi, a un anno e mezzo dal crollo avvenuto a causa del cedimento della trave portante, la famiglia di Andrea Caturelli può tornare ufficialmente nella sua casa. Per l’abitazione è infatti arrivata la revocata dell’inagibilità, notificata in seguito al sopralluogo svolto dai vigili del fuoco subito dopo l’incidente.

Erano circa le 1,30 del mattino quando il tetto del podere Laschi venne giù, lasciando uno squarcio enorme nell’abitazione. Nella camera interessata dal crollo non stava dormendo nessuno in quel momento ma la casa tremò tutta e in pochi secondi la famiglia Caturelli, quella di Andrea e della cugina Carla, si ritrovò nel prato di fronte.

Un evento che lasciò sgomenti soprattutto perché, soltanto pochi mesi prima, grazie all’intervento voluto dalla Regione in seguito ai danni causati dal maltempo di ottobre, quel tetto era stato controllato a fondo.

Sei mesi prima, in quello stesso podere, erano infatti intervenuti già alcuni operai. Gli eventi atmosferici dell’ottobre 2018 furono molto intensi e il tetto del podere Laschi si scoperchiò in parte. Nessuno notò però la trave portate, quella che sei mesi dopo ha ceduto: «Era addirittura stato scoperchiato – aveva spiegato Caturelli subito dopo il crollo – e visto che c’era una trave già rotta venne fatta la sostituzione, senza però verificare le altre che erano coperte. Non è stata valutata la condizione totale del tetto e adesso è successo quello che è successo».

Per i tecnici che si occuparono del sopralluogo si trattò di un «evento imprevedibile» come spiego l’allora sindaco Marcello Stella. Così, senza vento e senza pioggia, il tetto venne giù all’improvviso, costringendo le due famiglie a cambiare abitazione per un periodo lungo.

Tra questi anche due persone di 80 anni, i genitori di Andrea, ospitati per molti mesi in una delle foresterie delle Bandite di Scarlino. Andrea, invece, ha pagato un affitto in attesa di poter rientrare nel suo podere. «Potevamo stare il giorno – dice – ma la notte dovevamo dormire fuori».

Adesso i lavori sono stati completati e la famiglia è tornata: «Dopo i lavori abbiamo dovuto richiedere anche l’intervento degli operai perché pioveva dal tetto – dice Andrea – ma adesso è tutto a posto, siamo in casa». «Siamo felici che si sia conclusa questa annosa vicenda» afferma la sindaca Francesca Travison che già nel 2019, quando sedeva tra i banchi dell’opposizione, si era interessata alla questione del podere di Pian D’Alma. —



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