Il Tirreno

Grosseto

la presentazione 

Dante e il maresciallo Dodici mesi con la storia dell’Arma dei carabinieri

Francesca Gori
Dante e il maresciallo Dodici mesi con la storia dell’Arma dei carabinieri

Diventato ormai un oggetto di culto, il calendario quest’anno porta le firme di Cazzullo  e di Manfredi, le tavole sono dipinte da Francesco Clemente

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Ogni anno è una sorpresa sfogliare le pagine che compongono il calendario dei carabinieri. Diventato ormai oggetto cult da decenni, è la strenna perfetta da mettere sotto all’albero di Natale. Non solo per avere in casa quella specie di coperta di Linus che gli italiani si immaginano quando pensano ai carabinieri. Ma soprattutto per l’originalità e lo studio che c’è dietro a ogni pubblicazione. Quest’anno, nel settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, l’Arma ha voluto dedicare il suo calendario al Sommo Poeta.

Con i racconti firmati dal giornalista Aldo Cazzullo e dallo scrittore Valerio Massimo Manfredi, entrano nelle case le storie illustrate dall’artista Francesco Clemente, con la regia dietro le quinte del dantista Aldo Onorati. Il protagonista, Donato Alighieri, è un maresciallo fiorentino, che citando a menadito le terzine del suo avo, Dante, ricorda episodi della sua carriera ripercorrendo altrettante pagine della storia recente dell’Italia. Ieri a Grosseto, il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Giuseppe Adinolfi, lo ha presentato in anteprima, partendo da un aneddoto personale. «Mio padre collezionava i calendari dei carabinieri da oltre vent’anni, fin dagli anni ’60 - ha ricordato - Quando sono entrati i ladri a casa nostra, oltre all’oro che c’era nei cassetti, portarono via tutta la collezione. Segno che il nostro calendario piace proprio a tutti».

Tra le dodici tavole realizzate dall’artista della transavanguardia che ha lavorato tra Varanasi, la città sacra per gli induisti e New York, quella centrale ripropone lo stemma araldico dell’Arma ristrutturato. Ogni tavola è poi accompagnata da una terzina della Divina Commedia. «Ce n’è una in particolare - prosegue il colonnello Adinolfi - al quale sono particolarmente affezionato. È quella che dice: “Poca favilla gran fiamma seconda”».

Una terzina, quella che si trova nel primo canto del Paradiso, che racchiude lo spirito dell’Arma, fatto di uomini che si mettono al servizio del prossimo, com’è successo durante il primo lockdown e come succederà di nuovo a partire da oggi. «Quel motto significa che ciascuno di noi può fare qualcosa - dice ancora il colonnello Adinolfi - In questo periodo reso difficile dalla pandemia, quello che cercheremo di fare è portare un po’ di normalità nella vita dei cittadini. Andremo a riscuotere le pensioni per chi non potrà uscire, risponderemo alle telefonate di chi avrà bisogno di informazioni. Soltanto lavorando tutti insieme ce la faremo».

Oltre al calendario, l’Arma ha pensato ad altri due strumenti utilissimi: un calendarietto da scrivania, che ha come tema il gioco e come protagonisti i bambini e l’agenda del carabiniere che quest’anno presenta un bella novità: i Qr code che rimandano direttamente ai concorsi oppure alle novità in materia normativa. E anche in questo caso, la letteratura entra nelle pagine dell’agenda con la celebrazione dei 140 anni di “Pinocchio”, anche questa sintesi dell’Italia. —

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