Il dolore
Allevamento a secco «Bestie in sofferenza»
Due giorni senza acqua potabile a causa di una rottura L’imprenditore costretto a installare una cisterna
gavorrano
Due giorni senza acqua potabile e senza nemmeno una cisterna in sostituzione. È la situazione nella quale si è trovato Alfonso Gianni, allevatore di bovini e ovini a Casteani, che non ha potuto assistere regolarmente i suoi animali e che alla fine ha dovuto provvedere di tasca sua per non lasciare le bestie in difficoltà.
«Sono un allevatore e produttore di latte alimentare – spiega l’uomo – ho un contratto di fornitura di acqua potabile per uso zootecnico e la stessa acqua viene usata anche per il lavaggio della mungitrice, quindi senza fornitura sono bloccato ma soprattutto è a rischio anche il benessere animale dei circa 300 bovini ed ovini che allevo. L’acqua ha iniziato a mancare mercoledì mattina attorno alle 12, la prima segnalazione all’Acquedotto del Fiora è stata effettuata alle 17,30 al numero verde con la spiegazione dettagliata del problema e dell’attività che svolgo. Alle 19 il tecnico dell’Acquedotto ha verificato di persona il guasto e ha segnalato la complessità della situazione, chiedendo l’intervento di una squadra per la mattina successiva del giovedì in modo da verificare dove fosse il problema. Anche il Convento di Montepozzali e l’agriturismo Montepozzalino, due strutture ricettive della zona, avevano le stesse problematiche».
Nulla però è successo nemmeno la mattina successiva tanto che giovedì alle 13,30 parte una nuova segnalazione al numero verde dell’Acquedotto del Fiora.
«Ho spiegato all’operatore ancora una volta le condizioni in cui ero e che ancora nessuno si era presentato – continua l’allevatore – chiedendo l’invio di una cisterna di acqua per poter almeno abbeverare gli animali e che in mancanza di ciò avrei sporto denuncia alla Procura della Repubblica. Solo alle 16,30 è arrivata la squadra per cercare l’origine del guasto ed anche a loro ho chiesto l’invio dell’acqua potabile ma dagli uffici dell’Acquedotto mi è stato risposto che non ne avevo diritto, anche se da alcuni approfondimenti che ho fatto dopo 24 ore di assenza di una fornitura per uso zootecnico l’acqua deve comunque essere garantita. Così ho dovuto provvedere autonomamente chiamando la ditta Pallini che alle 18,30 mi ha portato 50 quintali di acqua potabile pagata di tasca propria 305 euro. Nel frattempo la squadra ha iniziato la ricerca del guasto continuando a lavorare fino alle 23».
Una procedura che secondo l’allevatore poteva essere gestita meglio.
«Si è scelto di inviare la squadra a lavoro nel pomeriggio e fino a notte ma non di mandare una cisterna di acqua, forse sarebbe costato di meno un intervento diurno e, visto il caso di estrema necessità, tamponare il bisogno con una cisterna. Ma io sono un piccolo allevatore e le mie necessità non interessano, se fosse stato qualcuno di importante avrebbero portato anche l’acqua minerale. Devo comunque ringraziare i ragazzi che hanno lavorato sul posto anche ieri, sono stati cordiali e disponibili, il problema non è con loro ma con la dirigenza. Di certo non mi fermo qui, voglio preparare un esposto alla Procura e segnalerò il caso anche alla presidentessa Lega Italiana Difesa Animali Michela Brambilla perché a mio avviso non si è tenuto conto del benessere animale». —
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