Il Tirreno

Grosseto

gavorrano 

Minacce per una strada con colpi di pistola

a.f.

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gavorrano

L’accusa di minaccia si sarebbe concretizzata in due circostanze ravvicinate, cavallo tra il 2016 e il 2017, sempre per il solito motivo: una strada di campagna a Gavorrano. Il figlio della proprietaria di quel tratto, che lo aveva in uso, Francesco Pagliai, avrebbe prima bandito un bastone e poi sparato dei colpi di pistola, pur di intimare Alfonso Gianni a non passar più da quella strada. «La prossima volta tocca a te», avrebbe detto l’imputato a Gianni dopo aver esploso due colpi con l’arma da fuoco. «L’imputato ha ribadito anche ai carabinieri che da quella strada potevano passare tutti tranne lui», ha detto Filippo Bacchetti, avvocato di Gianni, parte civile nel procedimento, accodandosi poi alla richiesta del pm Valeria Lazzarini ad un mese di condanna nei confronti di Pagliai. Richiesta accolta dal giudice Giovanni Puliatti. Il difensore, Luca Fabbrucci, aveva chiesto invece l’assoluzione, in quanto i due episodi erano stati ricostruiti solo attraverso la testimonianza della parte offesa. Ma il sequestro amministrativo di armi nei confronti di Pagliai, che ha compreso anche due pistole, avrebbe dato valore alla ricostruzione dell’accusa per quel che riguarda l’episodio della pistola, avvenuto nel febbraio 2017. Quello precedente, invece, si sarebbe consumato nel dicembre 2016, quando Pagliai avrebbe minacciato Gianni con un bastone mentre passava dalla strada in questione con un motorino. —

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