Fiumi di cocaina dalla Colombia a Grosseto: quattro arresti
La droga arrivava in aereo a Fiumicino: un himico la trasformava in un appartamento, poi veniva rivenduta a chili nel Napoletano
GROSSETO. Fiumi di cocaina dalla Colombia a Grosseto: droga purissima, che arrivava in aereo a Fiumicino e che poi veniva recapitata a Grosseto. Questa mattina, venerdì 13 novembre, la squadra mobile di Grosseto insieme ai colleghi di Napoli e Potenza hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare: ono finiti in carcere due italiani, uno residente a Grosseto e l'altro a Napoli e due dominicani invece sono i domiciliari. Sono ancora ricercati due cittadini venezuelani e un cittadino italiano, scappato all'estero, anche loro destinatari della misura cautelare della custodia in carcere.
L'indagine è cominciata il 23 dicembre, quando la squadra mobile e la polizia scientifica è intervenuta in via della Pace, dove gli abitanti avevano sentito alcuni colpi di arma da fuoco. Poco più avanti, gli agenti avevano trovato un un uomo ferito alla testa, esanime in una mercedes Clc, parcheggiata lungo la strada. L'uomo, un senegalese di 34 anni, arrivato alle Scotte di siena era morto. Un altro senegalese invece era stato soccorso e portato al Misericordia. Tre giorni dopo, a Ventimiglia, era stato fermato e arrestato per l'omicidio e per il tentato omicidio, un ragazzo di origini dominicane di 29 anni. A partire da quella sparatoria, la squadra mobile, coordinata dai sostituti procuratori Giampaolo Melchionna e Giovanni De Marco ha ricostruito un traffico internazionale di cocaina che si snodava tra le vie della città dove arrivavano chili di sostanza stupefacente, spesso in forma liquida, che poi veniva confezionata e venduta, attraverso un corriere, a uno trafficante napoletano.
In particolare è emerso chiaramente il ruolo di due cittadini venezuelani del 1995 e del 1971; il primo dei due risulta essere il supervisore per conto di alcuni colombiani della regolarità delle compravendite di cocaina; lo stesso, peraltro, è stato presente a Grosseto nel giorno dell’omicidio e nei giorni immediatamente precedenti e successivi al fatto alloggiando in alcuni alberghi in città; il secondo, oltre ad aver portato parte dello stupefacente all’autore dell’omicidio, trasformava, attraverso un processo chimico, la cocaina liquida in polvere proprio all’interno dell’appartamento di via della Pace 203 a Grosseto ove sono avvenuti i fatti che poi hanno portato all’omicidio ed al tentato omicidio. È inoltre emerso che, dopo essere stata tagliata, una parte consistente della cocaina (pari a 4 Kg), è stata ceduta, grazie all’intermediazione un cittadino italiano del 1987 residente in provincia di Grosseto, già indagato per favoreggiamento della fuga dell’autore dell’omicidio, a persone italiane residenti in Campania ed in Basilicata, individuandosi come base logistica dell’intera operazione Grosseto.
I due dominicani che sono stati messi ai domiciliari invece, sono accusati di spaccio: nel corso delle indagini sono state complessivamente arrestate per vario titolo 9 persone e sono stati complessivamente sequestrati 90,55 grammi di cocaina. Attualmente sono ancora ricercate tre persone per esecuzione di provvedimento restrittivo.
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