Il Tirreno

Grosseto

Ospedale di Castel del Piano: sos servizi

francesca ferri
Ospedale di Castel del Piano: sos servizi

Dopo la creazione di un’area Covid sparisce la degenza medica. I sindaci: «Non si può sacrificare l’assistenza ordinaria»

2 MINUTI DI LETTURA





castel del piano

L’emergenza Covid va fronteggiata, ma non a spese dell’ordinaria assistenza sanitaria. Lo rivendicano i sindaci dei due versati del monte Amiata in una lettera aperta alla direzione generale dell’Asl. E che, dopo la realizzazione nei giorni scorsi di una area per pazienti Covid a bassa intensità nell’ospedale di Castel del Piano, si sono visti cancellare un importante servizio, quello della degenza medica. Non solo.

Poiché questa organizzazione, a «carattere di urgenza», come la definisce l’Asl, è legata all’andamento dell’epidemia, potrebbe essere implementata. Insomma, ulteriore spazio potrebbe essere sottratto ai normali servizi per accogliere destinato a pazienti Covid. E il timore dei sindaci è di perdere anche altri servizi.

L’ospedale di Castel del Piano è uno dei quattro dell’Asl sud est a ospitare una nuova area Covid per pazienti in degenza cosiddetta “Mo.di.ca”.

Gli altri tre sono l’ospedale Petruccioli di Pitigliano, nella nostra provincia, l’ospedale di Abbadia (Siena) e l’ospedale Le Fratte a Cortona (Arezzo).

La decisione è stata assunta dal direttore generale Antonio D’Urso con la deliberazione 1248 del 6 novembre.

A Pitigliano è stato destinato a pazienti Covid il primo piano. A Castel del Piano vi è dedicato il secondo piano. Proprio ieri nell’ospedale amiatino sono arrivati i primi due pazienti, e un terzo è in valutazione, su dieci posti disponibili.

Per entrambi gli ospedali del Grossetano sono garantiti i servizi di pronto soccorso, dialisi, oncologia ambulatoriale, centro trasfusionale, attività specialistica ambulatoriale, diagnostica radiologica ambulatoriale, centro prelievi, attività ambulatoriale cardiologica, endoscopia ambulatoriale, casa della salute (ingresso separato). Pitigliano ha in più anche il suo centro di medicina integrata, mentre l’ospedale di Abbadia conserva l’anestesia.

Manca invece, in tutti e tre gli ospedali, la degenza medica, prevista solo a Cortona.

I sindaci dell’Amiata e della Val d’Orcia danno piena disponibilità a mettere a disposizione della Regione Toscana le proprie strutture. «Anche i piccoli Comuni e le aree marginali e interne devono fare la propria parte in maniera responsabile e consapevole», dicono. Questo però «non può prevedere il completo sacrificio dei servizi ospedalieri con un evidente danno per la salute dei cittadini “destinatari H”», scrivono ancora i sindaci, ovvero le persone residenti nelle aree interne montane o insulari, come le definisce il Piano sanitario sociale integrato regionale 2019-2020. Altra criticità è l’incremento della migrazione per cura e diagnosi in altre zone che comporta disagio ma anche l’aumento del rischio di diffusione del virus. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web