Il dolore
Documenti falsi, scoperti perché a colori
Gli impiegati dell’Anagrafe si insospettiscono e danno l’allarme. I carabinieri di Roccastrada indagano: partono le denunce
ROCCASTRADA. Ad annusare odor di "patacca" sono stati i dipendenti dell’ufficio Anagrafe del Comune di Roccastrada. Due persone si erano presentate allo sportello, certificati di residenza alla mano che servivano al rilascio della carta d’identità, ma è scattato l’allarme rosso. I certificati erano "a colori" e l’ente non ha mai posseduto una stampante a colori.
Il reato è stato sventato grazie alla prontezza degli impiegati comunali che hanno chiamato i carabinieri di Roccastrada, i quali a loro volta hanno avviato le indagini e stanno procedendo a una serie di denunce sul territorio. Al vaglio dei militari l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Si cerca di risalire "a monte", a caccia di chi stampava i certificati per rivenderli, oltreché dei possibili reclutatori degli acquirenti. Il costo di ogni certificato sarebbe stato venduto sui 3-400 euro.
La storia risale intorno al 20 ottobre, quando in municipio a Roccastrada si presentano due cittadini extracomunitari, uno pakistano e l’altro afghano. Allo sportello Anagrafe chiedono il rilascio della carta d’identità, esibendo un certificato di residenza che agli occhi di chi lavora in Comune è "sospetto".
Gli impiegati notano un paio di cose. «La prima è che il documento è a colori», come spiega il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola. Il logo del Comune di Roccastrada figura infatti in rosso e verde, mentre nei certificati genuini, quelli classici da sempre prodotti, è sempre stato in bianco e nero, sfornato da stampanti vecchia maniera. La seconda cosa è che «in fondo al certificato presentato non sono riportati il nome e cognome del funzionario che l’avrebbe rilasciato - continua il primo cittadino - ma solo la dicitura "il funzionario dell’Anagrafe"», con una rapida sigla a penna. Tra un sussurro e l’altro, gli impiegati si consultano e chiamano proprio il sindaco per avvertirlo della presunta anomalia, invitandolo in ufficio. Lui corre, loro gli mostrano la carta. «Sindaco, secondo lei questo documento com’è?». Anche lui squadra il documento, privo di nome e cognome del dirigente e soprattutto - racconta scrollando le spalle - strano perché «in tanti anni non ho mai visto qua una stampante a colori.. Per cui quando ho avuto sottomano questo certificato di residenza ho detto: questa non è roba nostra...». Mai visto un certificato così. Peraltro scritto «con linguaggio non burocratico, non amministrativo... Insomma, con l’Anagrafe abbiamo convenuto di chiamare i carabinieri», i quali hanno raggiunto subito il Comune per tutte le verifiche. Nessun dubbio: il certificato di residenza è risultato a tutti gli effetti contraffatto, ben diverso dagli altri sfornati dall’ente, e così i due cittadini extracomunitari si sono procurati una denuncia per falso.
L’indagine dei militari di Roccastrada è proseguita poi con una serie di perquisizioni al domicilio dei due uomini, dove l’Arma ha scoperto e sequestrato vari certificati di residenza sempre con l’intestazione del Comune, nonché false attestazioni di conoscenza della lingua italiana.
Tutti documenti in formato file editabile in una pen drive a loro in uso.
Ora le ricerche stanno proseguendo fino alla "fonte", per scoprire chi abbia stampato e procurato i documenti ai due extracomunitari. Le indagini dei militari sono in corso su tutto il territorio e vertono su potenziali stampatori clandestini (dotati di toner a colori...) e procacciatori di clienti bisognosi di documenti. Da parte sua il sindaco Limatola si complimenta con i propri dipendenti dell’Anagrafe e con i carabinieri di Roccastrada che sono intervenuti subito «e con efficienza, avviando indagini capillari per risalire alla filiera. Credo molto nella sinergia tra noi e loro - dice Limatola - per garantire e difendere il principio di legalità. Chi è colpevole deve pagare. Se la nostra amministrazione deve fare qualcosa, farà di tutto per collaborare con le forze dell’ordine e assicurare al territorio la piena legalità», chiude.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
