Toscana
«Maltratta la madre e picchia i familiari» Condannato a 32 mesi
massa marittima
Per i suoi familiari ma anche per la piccola comunità era diventato più che un incubo. Le sue continue richieste di denaro, i casi qualificati come tentativi di estorsione, i maltrattamenti, le botte - episodi che per un motivo o per l’altro erano anche usciti dai confini delle mura di casa - avevano richiesto prima un intervento per il trattamento sanitario obbligatorio. E poi, da ultimo, nel marzo scorso, l’arresto e la detenzione in carcere, in esecuzione di una misura cautelare.
Riconosciuto il vizio parziale di mente e la conseguente attenuante, il giudice dell’udienza preliminare Giovanni Muscogiuri ha adesso condannato con il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica a 2 anni e 8 mesi e 600 euro di multa un uomo di 44 anni, abitante in un centro del territorio di Massa Marittima. Il giudice ha ritenuto del tutto affidabili le dichiarazioni della mamma, della sorella e del cognato, tutti vittime in qualche modo delle intemperanze dell’uomo, dal passato turbolento e anche sanzionato penalmente per reati particolarmente gravi. I maltrattamenti nei confronti della madre sarebbero andati avanti dal 2018, anche con minacce di morte: «ti taglio la testa e la metto in lavatrice». Il culmine ai primi del marzo scorso, quando la donna era già andata via una prima volta da casa per far rientro a manifestazioni di intolleranza cessate. Alle 4 del mattino, dopo aver tenuto a tutto volume l’impianto stereo per tutta la notte, l’uomo aveva svegliato bruscamente la madre, picchiandola e imponendole di uscire per andare a chiedere soldi da un parente; questi aveva rifiutato. Poco dopo era andato a casa della sorella e del cognato: questi era stato aggredito, la sorella era riuscita a separarli, pur rimanendo ferita. A entrambi l’imputato, che pretendeva denaro, aveva sputato in faccia. La madre aveva deciso di andare nuovamente via da casa, dalla figlia: nella sera dello stesso giorno l’uomo si era presentato minacciosamente e l’indomani era andato sul luogo di lavoro del cognato mettendo in atto un nuovo tentativo di estorsione (il cognato aveva ricevuto una testata in pieno volto). Nei giorni successivi, sorella e cognato erano stati tempestati di telefonate: «Preparate droga e denaro, sennò vi spacco la testa». Poi il carcere. La perizia ha stabilito che l’uomo soffre dal 2019 di un disturbo delirante della personalità che scema grandemente la capacità di intendere e volere. —
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