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Vaccini antinfluenzali contingentati Ogni farmacia riceverà soltanto 18 dosi

Giovanna Mezzana

Federfarma: «Troppo poche rispetto alle richieste». Per ora sono arrivate solo le forniture per gli studi dei medici di famiglia 

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«Buongiorno, avete il vaccino contro l’influenza?». «No, mi dispiace». Dalla Maremma all’Amiata, dalle Colline Metallifere a quelle dell’Albegna, i farmacisti non possono che scuotere la testa di fronte alla richiesta che, ogni giorno, diventa più pressante. In farmacia il vaccino antinfluenzale non è ancora disponibile. Dall’Estar, l’Ente di supporto tecnico amministrativo regionale, sono giunte nelle farmacie – e in virtù di un inedito protocollo sottoscritto a settembre dalla Regione con Federfarma e Cispel Toscana – le dosi destinate ai medici di famiglia, che non hanno perso tempo nel somministrarle ai propri assistiti, a partire da quelli più a rischio, gli anziani e chi ha patologie croniche. Ma se un cittadino volesse acquistare, autonomamente, un vaccino in farmacia – ad oggi – non può farlo. È solo questione di pazientare qualche altro giorno? Sì, a quanto pare. Il problema è che ogni farmacia toscana riceverà 18 dosi di vaccino e non di più, ovvero circa il 20% della “dotazione” degli anni passati.



Eppure quello che sta per iniziare è l’inverno in cui si sarebbe dovuto vaccinare contro l’influenza “classica” il maggior numero possibile di cittadini, per la malaugurata coincidenza che fa sì che i sintomi del virus stagionale sono molto simili a quelli che accompagnano l’infezione da Covid-19. E i medici di famiglia non possono tirare la coperta (come si suole dire): anche per le loro scorte quest’anno non si largheggia. Ebbene, al netto delle dosi per gli studi dei medici di medicina generale, «la Regione Toscana distribuirà tra 22mila e 23mila dosi di vaccino – informa Michele Pianelli, farmacista di Orbetello, presidente dell’Associazione provinciale titolari di farmacia-Federfarma Grosseto (nella foto) – Ciò significa che ogni farmacia riceverà 18 dosi, ed è una quantità decisamente esigua rispetto alle richieste». Per avere un’idea: una farmacia di medie dimensioni, negli anni passati «gestiva in media un centinaio di dosi», dettaglia Pianelli.



Quasi tutte le farmacie della provincia di Grosseto hanno una lista di prenotazione vaccini, ma l’approccio con i clienti – quando le dosi saranno disponibili – si preannuncia, secondo molti professionisti del farmaco, «imbarazzante». «Con quale criterio – si mette nei panni dei colleghi Pianelli – si privilegerà una richiesta piuttosto che un’altra? Avrà il vaccino chi arriverà prima in farmacia, con la ricetta del proprio medico e con il proprio codice fiscale». Chi prima arriva, meglio alloggia, insomma. E, attenzione, il vaccino sarà vendibile solo ai cittadini toscani.



Intanto i giorni passano e le richieste al banco delle farmacie aumentano. I vaccini vendibili con ricetta medica «dovrebbero essere consegnati martedì – dice Pianelli – Speriamo che successivamente possano arrivare altre piccole forniture». Qualora si dovessero registrare dei surplus nelle “commesse” ai medici di famiglia, infatti, le quote in eccesso sarebbero immesse nel circuito delle farmacie, spiega Pianelli. «Il problema è – spiega il presidente di Federfarma Grosseto – che in alcuni casi le scorte ai medici di famiglia non sono state sufficienti», tant’è che anche i medici di medicina generale sono in attesa di integrazioni. «Noi inviamo richieste ogni giorno per i medici – aggiunge – ma se Estar non ha le dosi non le può inviare».



Viene da chiedersi se qualche ingranaggio del sistema non si sia inceppato. Era il 9 ottobre quando la Regione Toscana annunciava di «aver raddoppiato, rispetto all’anno scorso, l’acquisto dei kit di vaccino antinfluenzale, anticipando di un mese l’avvio della campagna vaccinale», «con l’acquisto da parte di Estar di 1 milione e 468. 050 dosi quando nel 2019 erano oltre 870mila, per una spesa complessiva di 8. 188. 932 euro». All’improvviso si sono alzati ostacoli? «Il problema è – sottolinea Pianelli – che le ditte fornitrici non hanno ottemperato agli obblighi contrattuali e non hanno consegnato i quantitativi previsti, quindi la Regione è in difficoltà». —

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