Il dolore
Un robot di Lego e Paganico è in finale a “Scuola digitale”
Domani il progetto di orto spaziale ideato dagli studenti del comprensivo rappresenterà la Toscana al Premio nazionale indetto dal Ministero
Lina Senserini / PAGANICO
Può un gruppo di ragazzi fantasiosi e intraprendenti, di una scuola “di provincia”, come si dice, progettare un robot, farlo funzionare e andare a rappresentare la Toscana per il premio nazionale Scuola digitale?
È successo all’Istituto comprensivo di Civitella-Paganico, dove gli studenti della scuola media di Paganico e Cinigiano hanno sbaragliato tutti gli istituti, prima della provincia, poi della regione, fino ad arrivare alla finalissima in programma domani, dalle 10 alle 13, purtroppo solo in streaming causa Covid.
È un sogno che si avvera, per un risultato inatteso e sorprendente poiché per i ventisei studenti delle varie classi – guidati dall’insegnante di matematica Valeria Zoni, insieme all’insegnante della scuola dell’infanzia di Campagnatico, Cristina Morena Malandra – lavorare per due anni su questo progetto è stato, prima di tutto, imparare divertendosi.
Non avrebbero immaginato di arrivare alla finalissima, unica scuola della Toscana, in un concorso nazionale.
Ma c’è un motivo e un percorso precedente avviato dal 2012. A spiegarlo è il dirigente dell’istituto comprensivo, Cristiano Lena.
«La robotica – dice Lena – è il fiore all’occhiello del nostro istituto, che ha una tradizione quasi decennale in questo campo. Circa otto anni, infatti, abbiamo aderito al First Lego League, un concorso internazionale promosso dalla celebre casa danese di “mattoncini” e giocattoli, che organizza una serie di sfide per qualificazioni successive sulla progettazione, la costruzione e la programmazione di robot autonomi. Macchine con funzioni applicate agli aspetti della vita reale, ogni anno su tematiche diverse, dai rifiuti, alla difesa dell’ambiente, ai problemi degli anziani, per i quali trovare soluzioni innovative».
Quando la Lego ha proposto il tema della vita degli astronauti nelle stazioni orbitanti, a Paganico è nato l’orto nello spazio, con il robot Lego Midstorms Education EV3, un progetto extracurricolare per la scuola media di Paganico e Cinigiano, cui la professoressa Zoni sta lavorando da due anni.
«La Lego fornisce un tavolo di lavoro, i pezzi e i materiali con i quali i ragazzi costruiscono i robot in grado di fare le missioni richieste. In più – spiega Zoni – chiedono di fare un progetto trasversale, che coinvolga altri insegnamenti, innovativo e originale, in grado di stimolare la fantasia dei ragazzi. Ecco allora l’orto nello spazio, nato prendendo spunto dagli orti della Napoli sotterranea. Tra l’altro il progetto dei ragazzi di Paganico e Cinigiano ha ricevuto anche un premio dalla Asi, l’Agenzia spaziale italiana, per la sua originalità».
Poi è arrivato il concorso Scuola digitale del Miur, un percorso per incentivare l’uso delle nuove tecnologie nelle scuole, che per l’anno scolastico 2019-2020 consentiva di presentare progetti già realizzati. Così l’istituto comprensivo ha partecipato con il suo orto nello spazio per la categoria, scuole del primo ciclo, aggiudicandosi il primo posto in Toscana.
«Il bello di questo lavoro – aggiunge Lena – è l’inclusività, la collaborazione, il gioco di squadra, che ha coinvolto un gruppo composito di studenti, di tutte le classi, alcuni con difficoltà, che hanno potuto cimentarsi in un lavoro stimolante nel quale hanno dato il meglio di sé, sviluppando competenze scolastiche, in senso stretto, e relazionali».
Dato che il regolamento del premio prevede non più di due studenti per scuola partecipante, l’onere e l’onore di rappresentare la Toscana, alla finale di domani, è toccato a due ragazzi di terza media, Alessandro Borghi della sezione A e Gabriele Ricciardi della B, che hanno iniziato a lavorare al progetto due anni fa.
«È stato un lavoro divertente, stimolante, soprattutto nella parte finale», dicono i due ragazzi, Gabriele, incerto tra studiare informatica e ingegneria aerospaziale, con il sogno di lavorare in America, e Alessandro, deciso per la strada dell’ingegneria, e che, intanto, andranno al Liceo scientifico.
«La parte più bella – proseguono – è stata la parte finale del lavoro, quando il nostro progetto ha preso forma. È una grande responsabilità, quella di rappresentare la Toscana intera in questa competizione, ma sappiamo di avere tutta la nostra scuola alle spalle. Comunque vada per noi è un successo». —
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