Sicurezza
«Divieto di fumare nei giardini pubblici» La proposta di Querci
gavorrano
Stop ai fumatori nei giardini e altre aree verdi dove si trovano i giochi per i bambini: è quanto previsto da uno dei punti all’ordine del giorno che verranno discussi lunedì in occasione del consiglio comunale di Gavorrano.
La proposta arriva dal capogruppo di maggioranza Giulio Querci che vorrebbe modificare il Regolamento del verde al fine di disciplinare i comportamenti dei frequentatori di parchi e giardini cittadini. La proposta di Querci, sposata da tutta la maggioranza guidata dal sindaco Andrea Biondi, tiene conto della presenza, non di rado, di adulti fumatori che accompagnano i più piccoli nelle aree gioco. L’obiettivo è tutelare la salute dei più giovani ma anche trasmettere messaggi corretti e favorire la socialità. L’idea poi, se sarà applicata, è anche quella di evitare che vengano gettati a terra i mozziconi che nei pressi dei giochi potrebbero facilmente finire nelle mani dei più piccoli. «La mozione è stata proposta da Querci per la tutela dei minori – dice Biondi – in questo modo vorremmo limitare il fumo negli spazi pubblici dove ci sono aree attrezzate per bambini, un’idea che è piaciuta a tutta la maggioranza e che è diventata quindi una mozione sposata da tutti».
Un’idea che Gavorrano ha preso da alcuni Comuni del nord Italia: il caso più famoso è quello di Torino dove per chi fuma nelle zone verdi dedicate ai più piccoli ma anche negli impianti attrezzati per lo svolgimento di attività sportive, è prevista una multa fino a 300 euro. Quando la mozione verrà approvata in consiglio il Comune dovrà poi individuare il percorso amministrativo per rendere effettivo il provvedimento. «Di fatto all’aria aperta si può fumare – dice Biondi – e quindi non è semplice vietare il fumo nei parchi gioco. Studieremo il percorso più adatto per arrivare alla definizione di un regolamento». All’ordine del giorno del consiglio comunale di Gavorrano c’è poi anche l’aggiornamento del regolamento per l’esercizio del gioco lecito, in sostituzione del precedente regolamento per l’apertura e la gestione di sale giochi che risaliva al 2011. «Abbiamo premura di lavorarci – dice Biondi – perché la chiusura delle attività falcidiate dalla crisi potrebbe portare ad un cambio di gestione che va verso la nascita di sale slot. La crisi economica porta già con sé diverse situazioni difficili e non vorrei trovarmi a dover gestire anche un’altra emergenza legata al gioco».— G.S.
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