Il Tirreno

Grosseto

uscita di sicurezza 

Recupero e progetti sociali su tre bastioni delle Mura

enrico pizzi

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C’è una regia unica, a quanto pare, dietro ai progetti di rivitalizzazione di tre bastioni su sei delle Mura Medicee: la cooperativa Uscita di Sicurezza, infatti, investirà su un progetto per la Cavallerizza, ma si è anche aggiudicata la gara per gestire, per dodici anni, la Sala Eden, sul Bastione Garibaldi, e il chiosco sul bastione del Molino a Vento, meglio conosciuto, dai Grossetani, come bastione del Cinghialino.

Uscita di Sicurezza, cooperativa sociale grossetana – oltre 12 milioni di euro il fatturato dello scorso anno, con quasi 370 dipendenti, di cui 241 soci lavoratori – dal 1987, si occupa di integrazione sociale delle persone e di creazione di opportunità di lavoro attraverso attività di tipo socio-assistenziale, sanitario ed educativo. Oggi è uno dei soggetti economici più solidi nel campo dei servizi alla persona a tutto tondo, in provincia di Grosseto. Da alcuni anni, poi, Uscita di Sicurezza gestisce anche la Cava di Roselle. Adesso una nuova avventura: il Bastione della Cavallerizza, la Sala Eden e il chiosco del Cinghialino sono tre luoghi da recuperare e restituire alla vita della città e Uscita di Sicurezza ha deciso di farsi carico della loro rinascita, «perché – spiega il presidente della cooperativa, Luca Terrosi – vogliamo provare a restituire al territorio parte di quanto ci ha dato e ci sta dando come opportunità di lavoro e per la fiducia che ci viene riconosciuta per i servizi che, storicamente, svolgiamo».

Alla Cavallerizza è previsto un progetto di contrasto alle povertà educative che si chiama “Ciel’in città”. Terrosi spiega che nella parte alta del bastione, al di sopra dell’arena, saranno realizzate tre sculture, tre installazioni artistiche «che diverranno laboratori didattici» un po’ come tutto il bastione, dal momento che la cooperativa utilizzerà, seppure non in esclusiva, anche l’arena e darà vita, nell’immobile che si trova poco sopra l’ingresso da piazza del Sale, uno sportello di consulenza per le famiglie. Progetti diversi per gli altri due bastioni.

«Sala Eden e chiosco sono un aspetto secondario del progetto – spiega Terrosi – quello che vogliamo è trasformare quella parte di Mura medicee in un vero giardino, curato da noi stessi con la collaborazione dei nostri ospiti dei servizi di salute mentale, per farne una passeggiata, un’attrazione per i grossetani, ma anche per i turisti». Con la cooperativa le Orme, poi, è prevista una formazione specifica per gli operatori, perché possano dare informazioni sulla storia della città e sulle piante che abitano la cinta muraria. Naturalmente alla Sala Eden – non appena possibile – si tornerà a ballare e a mangiare, così come al cinghialino si tornerà a mangiare. «Al Cinghialino – dice Terrosi – immaginiamo un corner Maremma, con prodotti tipici, mentre alla Sala Eden un luogo per aperitivi e pizza, sempre con prodotti a chilometro zero». —

enrico pizzi

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