Il Tirreno

Grosseto

La città piange Rino, impresario e volontario dal cuore d’oro

Francesca Gori
La città piange Rino, impresario e volontario dal cuore d’oro

Bianchi è morto a 81 anni dopo una breve malattia. Da anni aiutava gli altri con la Misericordia e con Skeep

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GROSSETO. Ci sono decine e decine di commenti sotto al ricordo commosso che la Misericordia ha affidato alla sua pagina Facebook, sotto alla fotografia che ritrae Rino Bianchi con la sua divisa addosso. «Un confratello semplice, generoso e pronto nell’aiuto del prossimo - si legge - I sani principi di un vero misericordioso. Rino Bianchi ti ricorderemo sempre con affetto. I Confratelli e le Consorelle della Misericordia». E ieri mattina, nella piccola chiesa in piazza Martiri d’Istria, i volontari della Confraternita hanno voluto rendere omaggio a un uomo speciale. Un impresario di altri tempi, che ha guidato per decenni la sua azienda che aveva sede alla Rugginosa, lì dove, nella sua casa, tre sere fa Rino ha chiuso gli occhi per sempre, circondato dall’amore dei suoi familiari, dei tantissimi amici e dei volontari delle associazioni per le quali si è sempre dato da fare.

Bianchi, fino alla pensione, ha guidato la sua azienda di movimento terra: azienda che ha avuto tantissimi dipendenti, tutti rimasti legatissimi all’impresario. Poi, una volta in pensione, ha continuato a coltivare le sue passioni: la pesca, praticata fin da ragazzo, la terra che aveva intorno a casa, che curava con grande amore. Ma soprattutto, Rino si prendeva cura della moglie Rosa, dei figli Marco e Valeria e dei nipoti e si dava da fare per gli altri. «Era un uomo con dei valori saldissimi - dicono gli amici - una persona perbene. Quando si dice così, sembra sempre che si pronunci una frase di circostanza. Invece no, Rino lo era per davvero, ha sempre fatto del bene agli altri e questo gli deve essere riconosciuto».

Da qualche anno aveva deciso di dedicarsi ai più bisognosi e aveva scelto di farlo attraverso la Misericordia, della quale era diventato uno dei volontari più attivi. Suocero della vicepresidente di Skeep, Cristiana Pizzorno, si dava da fare anche per l’associazione che si occupa di sport e disabilità. Aveva un cuore grande, un cuore d’oro che ha voluto donare alle persone che più ne avevano bisogno. E che oggi piangono la sua morte, arrivata troppo in fretta a portarlo via dall’amore dei propri cari.

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