Il Tirreno

Grosseto

ha un fratello in america 

Il sindaco tifa Trump «Guai a cantare vittoria in anticipo»

G. B.

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GROSSETO

E delle elezioni Usa ha parlato anche il primo cittadino di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che non ha mai nascosto la propria simpatia per Donald Trump e che è molto legato agli Stati Uniti, dove vive, da cittadino naturalizzato, il fratello.

«Chi si occupa di politica, a ogni livello, in ogni Paese – commenta Vivarelli Colonna – non può non appassionarsi alle elezioni americane. Ho mio fratello che vive da tanti anni negli Stati Uniti e mi ha aggiornato sugli sviluppi della campagna elettorale. Oggi che il voto si è consumato in ogni Stato non resta che aspettare il controverso verdetto definitivo». Vivarelli Colonna evidenzia poi la grande partecipazione al voto: «Un record di affluenza per gli ultimi cento anni, con persone in coda per ore in diversi Stati. Immagini che emozionano. Di segno opposto, invece, come aspetto negativo, evidenzierei il tentativo di fare pressioni e cantare vittoria in anticipo. I ricorsi, le contestazioni, le battaglie legali non sono ciò che vuole il popolo americano».

Lorenza Pieri, gigliese, scrittrice e giornalista, vive a Washington. Le elezioni americane le racconta così: «Ogni volta che mi viene chiesta un’analisi politica, uno sguardo da vicino, una proiezione o una previsione elettorale, perché vivo negli Stati Uniti, dovete tenere conto di questo: io sto a Washington DC dove Biden ha vinto con più del 92% dei voti (e il candidato democratico che ha preso storicamente meno voti nella storia elettorale qua è stato Jimmy Carter con il 72% nel 1980). Sono nel bluest state (conta solo 3 grandi elettori, del resto). Mi tengo informata, guardo la tv, inclusa Fox, ho anche viaggiato in diversi stati, ma se dovessi basarmi sulla mia esperienza personale e basta vi racconterei un’America in cui Trump fa schifo a tutti e le persone sono per la gran parte gentili, rispettose dei diritti e delle diversità, solidali, ottimiste, pacifiste. Insomma, a volte mi sento un po’ come uno del Lichtenstein a cui chiedono come vanno le cose in Europa. Spesso è difficile sintetizzare cosa succede in questo Paese grande come un continente...» — G. B.

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