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Elezioni provinciali Il giallo della data e il possibile no di Vivarelli Colonna

Gabriele Baldanzi

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GROSSETO

C’è un piccolo giallo intorno alle prossime elezioni provinciali per il rinnovo del Consiglio e del presidente, previste a Grosseto per febbraio del 2021.

Il 28 ottobre scorso, infatti, nel Dpcm Ristori è stata scoperta una disposizione in merito a questa tipologia di consultazioni elettorali, con l’evidente volontà di procrastinarle, vista la situazione pandemica. Il decreto legge successivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale al numero 137, non conteneva però indicazioni su eventuali rinvii. Quindi resta valida (a meno di possibili altre variazioni), la data di febbraio. Un balletto di date che non piace soprattutto al centrosinistra, già nel mezzo nella fase organizzativa della tornata elettorale. «Far venire a Palazzo Aldobrandeschi 376 amministratori, magari diluiti in due giornate, non mi pare che comporti grandi rischi, anche perché ci sono ancora davanti tre mesi» commenta un sindaco del Pd, che preferisce non essere citato.

Un eventuale rinvio, parimenti, non piace al Movimento 5 Stelle, che difficilmente dopo le elezioni amministrative di primavera riuscirebbe a riportare 4 persone nel consiglio comunale del capoluogo. Il voto per un organismo decisamente declassato dalla legge Delrio non sembra invece una priorità per il centrodestra, al punto che nei giorni scorsi si è ulteriormente rafforzata la voce che Antonfrancesco Vivarelli Colonna potrebbe non candidarsi a presidente. Per due ragioni, anzi tre. La prima è il risultato, che alcuni considerano in bilico; la seconda è la volontà di dedicare tutte le energie alla città (anche perché la guida di un ente ormai svuotato di competenze presuppone rogne, impegni e poche soddisfazioni); la terza sfamare un po’ la Lega, che vorrebbe piazzare uno dei suoi a palazzo Aldobrandeschi.

Se Vivarelli Colonna non si dovesse candidare, il nome c’è già: Luca Grisanti, neopositivo sindaco di Campagnatico, gradito anche ad alcuni amministratori civici. Sul fronte centrosinistra, dato per scontato il passo indietro di Follonica (che ora ha il consigliere regionale, con l’ingresso a palazzo del Pegaso di Donatella Spadi), se la giocano il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola e quello di Santa Fiora Federico Balocchi. Rinaldo Carlicchi (Italia Viva), in caso di vittoria dell’asse Pd-Italia Viva-M5s, potrebbe fare il vice.

«I numeri non sono opinabili – sono parole di Bruno Ceccherini (Fratelli d’Italia) – e quindi non capisco la fretta di andare al rinnovo, visto che vinceremo noi a febbraio e, ugualmente, in autunno. A prescindere dal nome del candidato. Comunque io credo che abbiano paura, con le elezioni di primavera, che la forbice (secondo i miei calcoli di circa 3.000 punti) possa ulteriormente allargarsi. In forza di questo sarebbero disposti anche a far spostare quasi 400 amministratori in piena pandemia...». —

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