Il dolore
Il tribunale è da dieci e lode ma rischia di perdere giudici
Il ministero ne ha assegnati due per l’aumento a 18 della pianta organica Ce ne sono però cinque in uscita, o per trasferimento o per pensionamento
grosseto
C’erano fascicoli su fascicoli con richieste di archiviazioni arretrate di anni che si sono via via assottigliati, grazie al lavoro dell’ufficio gip.
C’erano processi che andavano a rilento, al dibattimento, dove è stato messo il turbo e dove piano piano la situazione è tornata alla normalità, nonostante che il tribunale di Grosseto, con le sue 1.425 pendenze in totale, sia al quarto posto della classificazione nazionale per il numero di procedimenti pendenti per magistrato. Anzi: il ministero della Giustizia, al palazzo di giustizia di Grosseto, guidato dalla presidente Laura Di Girolamo, riconosce un primato davvero importante: quello di avere un “clearence rate” penale positivo, pari a 1,32. Un dato questo che conferma l’eccellenza del tribunale di Grosseto.
I giudici hanno lavorato sodo e l’obiettivo è stato raggiunto, nonostante che l’emergenza coronavirus abbia costretto il tribunale a riorganizzarsi. Ora però sulla testa del palazzo di giustizia, pende una spada di Damocle non da poco: il tribunale infatti, rischia di perdere sette giudici, se non verranno pubblicati i bandi per l’assegnazione dei ruoli. I conti sono presto fatti: il ministero della giustizia ha di fatto assegnato al tribunale di Grosseto due giudici per la sezione civile, che si sarebbero dovuti aggiungere ai 16 attualmente in organico. Ma di questi, uno, il giudice Gian Marco De Vincenzi, è stato radiato, il collega Giovanni Puliatti sarà in pensione da gennaio e il giudice Giovanni Muscogiuri ha chiesto il trasferimento a Firenze. A questi tre se ne aggiungono altri due, del tribunale civile, che hanno chiesto di essere trasferiti a Firenze. In questo modo, se anche a Grosseto arrivassero le due unità già previste, il saldo resterebbe fortemente negativo. E sarebbe un peccato, visto il grande lavoro fatto fino a ora.
Un lavoro che è stato unanimemente riconosciuto dal presidente della Camera penale Massimiliano Arcioni che da quello della Camera civile Claudio Boccini. «Con tre giudici in meno - dice l’avvocato Arcioni - e la riassegnazione dei procedimenti dei giudici che se ne andranno è ovvio che l’esigenza di far rientrare subito i magistrati nel ruolo sia un’esigenza irrinunciabile. Nonostante l’emergenza coronavirus, il tribunale da settembre ha ripreso a lavorare a pieno regime e non si sono accumulati ritardi. Noi abbiamo ottenuto che il dibattimento si svolgesse in presenza, senza l’uso di piattaforme virtuali. Però il numero dei giudici non può e non deve essere ridotto». Stesso discorso per quanto riguarda il settore civile. «Abbiamo ripreso a lavorare bene, grazie all’arrivo dei nuovi giudici - dice il presidente della Camera civile Claudio Boccini - Il tribunale di Grosseto però è spesso considerato un tribunale “di passaggio”, dove i magistrati non si fermano volentieri. E questo è davvero un peccato».
È proprio nel civile che dovrebbero arrivare i due nuovi giudici assegnati dal ministero. In un settore dal quale però, altri due magistrati hanno chiesto di andare via. «Come Camera civile - prosegue Boccini - abbiamo salutato on favore la chiamata a orario delle udienze per evitare assembramenti in tribunale, ma potremmo anche pensare di fissare le udienze nel pomeriggio. Nel civile facciamo quasi tutto per iscritto: possiamo mantenere soltanto le udienze in presenza per le prove, il resto possiamo farlo da remoto». —
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