Toscana
«I nostri mezzi sono al lavoro anche per 1.400 ore all’anno»
Oltre alla manutenzione dei fiumi Bruna e Sovata e del reticolo minore il Consorzio bonifica ha esteso la sorveglianza sull’Ombrone nel Senese
GROSSETO
Chi sorveglia fiumi e argini in Maremma, ma ora anche in val d’Orcia, è il Consorzio Toscana Sud, nato dalla fusione delle macro aree che ha preso così la nuova denominazione dal Consorzio Bonifica Grossetana.
E nel giorno in cui si ricorda la storica alluvione del 1966 che mise in ginocchio anche Grosseto e gran parte del territorio della provincia, mettendo a nudo le tante problematiche del reticolo idraulico a quel tempo decisamente sottovalutato, il presidente Fabio Bellacchi ha fatto il punto della situazione sull’attività dell’ente: «Il nostro è un lavoro che in pratica non si ferma mai – spiega Bellacchi – e oltre agli interventi d’emergenza che ci chiedono i sindaci e gli stessi agricoltori di volta in volta, la nostra manutenzione interessa oltre 2000 chilometri di canali, e reticoli. Dalla fine dell’estate poi, abbiamo controllato anche ogni idrovora di nostra competenza. Cerchiamo di non lasciare nulla al caso».
Le macchine in possesso del Consorzio Sei Toscana Sud dunque non si fermano mai: «Effettivamente – conferma Bellacchi – sono numeri enormi quelli che riguardano il lavoro delle macchine operatrici: i nostri mezzi lavorano dalle 1.200 alle 1.400 ore all’anno, che per un escavatore o una ruspa sono davvero tante. Come ho detto – aggiunge il presidente – il lavoro di manutenzione ordinaria e straordinaria non manca di certo, con una supervisione capillare del territorio».
Proprio gli interventi, quelli programmati e quelli straordinari, sono dunque una parte importante della programmazione del Consorzio Bonifica Grossetana: «Ovviamente in Maremma ci occupiamo dei fiumi come il Bruna e il Sovata per esempio, ma ora anche dell’Ombrone all’altezza con Orcia nel territorio Senese. Proprio quest’anno – conferma Bellacchi – d’intesa con la Regione Toscana, abbiamo operato in sinergia e risolto diverse situazioni nella zona di Monte Antico e appunto la val di Merse, Amiata val d’Orcia, altra area conosciutissima per la produzione del Brunello. Anche in questo caso oltre alla sorveglianza c’è stata la manutenzione ordinaria e straordinaria delle idrovore, e un paio sono state sostituite».
Bellacchi poi ci tiene a sottolineare gli interventi, fatti e programmati, a Cernaia considerato uno snodo cruciale per tutti i canali che s’intersecano e che ne fanno appunto un luogo strategico in caso di maltempo e pioggia prolungata: «Per il prossimo anno contiamo di aumentare il numero delle pompe idrovore proprio a Cernaia, ora sono 5 con una capacità di circa 4 mila litri al secondo che portano al lago del Diversivo. Il progetto è già fatto con i fondi stanziati, e sono previste l’installazione di due pompe per riempire il lago e agevolare l’idrovora di Cernaia da 800 litri l’una, per un totale di 1600 litri». —
Enrico Giovannelli
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