Sicurezza
Del Gizzo avrà due mesi per lasciare la proprietà
Ieri il custode fallimentare si è presentato alla Scapigliata Concordato il rilascio frazionato, scadenza il 31 dicembre
orbetello
Sono circa le 10 e Guido Del Gizzo è sulla strada sterrata che conduce alla tenuta La Scapigliata, nelle campagne di Fonteblanda. Attende il custode fallimentare e in mano stringe un foglio, in cui è racchiusa la sua proposta: tre mesi di tempo per lasciare la proprietà, attraverso uno sgombero a tappe che prevede di portar via prima i maiali d’allevamento, poi i materiali destinati alla discarica, le attrezzature, le scorte dei suoi prodotti e infine tutto ciò che è contenuto nella sua casa e nell’ufficio.
Il custode arriva con un po’ di ritardo, accompagnato dai carabinieri, mentre i fabbri chiamati per cambiare le serrature sono già lì. Ma il loro sarà un viaggio a vuoto, perché il Credito Fiduciario, la società di recupero crediti che deve rientrare in possesso della struttura, accetterà la proposta. «È stato un accordo in cui le parti hanno avuto il giusto buon senso», dirà a fine mattinata l’imprenditore. La vicenda è stata così indirizzata verso il compromesso. Nei giorni scorsi Del Gizzo aveva lanciato il suo appello al prefetto, preoccupato perché, almeno sulla carta, lui, la sua famiglia e le decine di maiali lì allevati allo stato brado erano destinati allo sfratto, in piena pandemia. «La banca ha il diritto di acquisire l’immobile, nessuno lo contesta», spiega Del Gizzo.
Diritto acquisito dopo il crac di Banca Etruria e il debito che l’imprenditore aveva maturato con l’istituto aretino. Dopo il fallimento, infatti, la banca passa un pacchetto di crediti deteriorati a Credito Fiduciario, in cui rientra anche la tenuta. Il procedimento esecutivo parte nel 2008, la società di riscossione si aggiudica all’asta l’immobile. Procedimento di vendita dei beni pignorati concluso con l’emissione degli ultimi decreti di trasferimento a giugno e luglio. Decreti ormai esecutivi perché le opposizioni di Del Gizzo sono state respinte. I beni, pertanto, sono diventati definitivamente di proprietà degli aggiudicatari.
L’esecuzione viene rinviata in più occasioni, vista anche l’emergenza sanitaria, ma alla fine viene fissata la data del 3 novembre. Lui si appella al Decreto rilancio, che causa Covid sospende ogni sfratto fino al 31 dicembre. Solo che quella non è un’abitazione ma un’azienda agricola e la disciplina è applicabile solo all’abitazione principale del debitore persona fisica (e non al debitore persona giuridica). Neanche questa strada può essere percorsa. Ma è stato concordato con il custode dei beni il rinvio dell’esecuzione del provvedimento di rilascio. Ieri l’ultimo: Del Gizzo ha formulato all’aggiudicatario una proposta per il rilascio frazionato, l’accordo trovato è che tutto si possa concludere entro il 31 dicembre.—
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