Gioco
Addio a Renzo, penna dell’Argentario, una vita per la politica e lo sport
Vongher (o Wongher come amava firmarsi) è morto a pochi giorni dall’88° compleanno. Oggi alle 15 i funerali
MONTE ARGENTARIO. L’Argentario piange Renzo Vongher. Il nostro “Wongher”, come a lui piaceva firmarsi nei suoi articoli. Se ne va uno dei personaggi più rappresentativi dello Scoglio.
Per oltre 50 anni giornalista del Tirreno, avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 15 novembre. Da tempo aveva però problemi di salute: da un paio di settimane la sua condizione si era purtroppo aggravata ed era stato anche al pronto soccorso. Si è spento lentamente nella notte tra lunedì e martedì, nella sua abitazione di via Vivarelli, lasciando il fratello Sergio, la moglie Maria e i figli Cesare e Claudia, andando a ricongiungersi con l’altra figlia Cristiana scomparsa qualche anno fa a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Conosciuto e riconosciuto da tutti per aver svolto il suo lavoro sempre in maniera impeccabile, la sua ultima uscita “pubblica” era avvenuta nel dicembre del 2015, quando ormai aveva già appeso la penna la chiodo. In quell’occasione aveva ricevuto - assieme al suo amico e collega della cronaca locale Eraldo Nieto della Nazione - il premio “Argentarola”, rappresentativo di Porto S.Stefano. «Cronisti attenti e partecipi alla vita della nostra comunità, ci hanno informato quotidianamente raccontandoci con passione fatti e misfatti di Porto Santo Stefano», questa la motivazione che aveva spinto il Comune argentarino ad assegnargli il premio. I suoi acciacchi e i problemi di salute lo hanno poi costretto a casa, dove si è lentamente spento.
Ma nell’arco della sua vita le cose che ha realizzato sono innumerevoli. Partendo dalle migliaia di articoli realizzati in oltre mezzo secolo di collaborazione con il Tirreno, che amava alla follia tanto da rimanervi legato fino a che il suo fisico ne ha avuto forza. Ma non solo, perché non si è fatto mancare neanche incarichi politici. Dopo aver aderito alla Democrazia cristiana, fu consigliere comunale negli anni ’60 per due mandati, ricoprendo anche la carica di assessore al turismo con l’amministrazione guidata da Ettore Zolesi. In quel contesto si attivò per la fondazione dello Yacht Club Santo Stefano, di cui è stato collaboratore fino all’ultimo momento. La vela, infatti, era l’altra sua grande passione che lo ha accompagnato per tutta la vita, tanto da farlo diventare anche giudice di regata della Federazione italiana vela. Il suo impegno politico è inoltre proseguito anche in ambito provinciale, dove è rimasto consigliere per un intero mandato. Ma non solo, perché durante la sua giovinezza Renzo ha anche prestato servizio militare di leva con il grado di caporal maggiore nel 33° Reggimento artiglieria “Folgore”, di stanza a Monigo. Fu in quel periodo, nel 1956, che portò per un chilometro la fiaccola olimpica in occasione delle Olimpiadi invernali di Cortina.
Grande soddisfazione è però arrivata anche dal mondo giornalistico. A 20 anni il suo primo incarico come corrispondente de “Il Giornale del Mattino” di Firenze; quando il quotidiano cessò le pubblicazioni, Renzo passò poi al Tirreno, dove ha raccontato il suo Argentario con grande arguzia e passione, raccogliendo informazioni a destra e a sinistra per i suoi innumerevoli pezzi. Basti pensare a quello che, da molti, è ritenuto il suo articolo più rappresentativo: raccontò infatti, in maniera esclusiva, i momenti di preghiera di papa Giovanni Paolo II al convento dei Passionisti. Passando dai periodi d’oro del giornalismo, quando ancora le notizie venivano dettate al telefono, fino ad arrivare al fax e poi, successivamente, al computer. Ecco, forse l’era del digitale non gli si addiceva completamente, per poi arrivare a cessare la sua attività dopo il 2013, dopo aver passato gli 80 anni.
A piangerne la scomparsa tutta la comunità dell’Argentario, tra cui lo Yacht Club Santo Stefano. «Con lo Ycss dalla sua fondazione nel 1960 – dice il presidente Piero Chiozzi - Renzo è stato uomo e maestro di mare e l’istruttore di vela del club che ha formato tanti giovani velisti, saliti in seguito alla ribalta delle cronache sportive, e poi ancora ufficiale di regata, giornalista del quotidiano Il Tirreno, assessore del comune di Monte Argentario, fotografo e memoria storica dell'Argentario. Il consiglio direttivo del club ha deliberato di intitolare a suo nome la scuola di vela del club. I soci dello Yacht Club Santo Stefano si uniscono al dolore della famiglia per la perdita un amico sincero e un inestimabile collaboratore».
E fu invece l’ex sindaco Arturo Cerulli, allora primo cittadino, a premiarlo nel dicembre 2015. «Era una persona sempre molto preparata e molto dentro a tutto. Sempre sereno e obiettivo nel riportare le notizie, spesso non si limitava solo a fare il compito ma aggiungeva qualcosa di suo. Siamo stati onorati di dargli il premio perché, assieme ad Eraldo, ha rappresentato uno spaccato dell’Argentario per tanti anni». A lui si unisce anche l’attuale sindaco Franco Borghini: «Essendo stato anche amministratore del Comune abbiamo affisso il manifesto. Era una persona per bene, abbiamo sempre avuto rapporti amichevoli, lo stimavo molto come persona e anche come giornalista, mi ha dato tanto». «Mi ha accompagnato nella mia attività da sempre – aggiunge l’addetta stampa del Comune, Rosanna Bani - Con lui era un appuntamento quotidiano, perché prendeva la sua vespa e veniva tutti i giorni nel mio ufficio e ci confrontavamo non solo sugli avvenimenti del territorio, ma anche sugli interessi comuni, come le barche. Mi ha arricchito tantissimo a livello umano, era la memoria storica dell’Argentario. Aveva una grazia nello scrivere unica, faceva giornalismo come si faceva una volta».
Un ricordo commosso anche da Paola Tana, anche lei all’epoca al Tirreno: «Con lui se ne va quel modo di fare giornalismo molto più impegnativo di adesso – dice - Il giornalismo degli anni in cui non c’erano i social su cui fare copia e incolla ma per avere una notizia dovevi stare anche ore ad aspettare che finisse una riunione, girare per il paese ad osservare, fare interviste “sul campo”, senza cellulari, né computer, né fax. Il Tirreno perde un’altra “bandiera”».
Adesso la comunità argentarina piange il suo giornalista. Il Tirreno, dopo l’amiatina Fiora Bonelli, perde una delle sue storiche e più rappresentative penne. Le esequie avranno luogo oggi alle 15 di fronte alla cappella del cimitero di Porto Santo Stefano. —
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