Il dolore
«Le foreste non sono cataste di legna»
Anche il Gruppo d’intervento giuridico interviene a favore della maggiore tutela delle aree del Monte Amiata
monte amiata
La questione della tutela delle aree boscate del Monte Amiata (stop al taglio in assenza di autorizzazione paesaggistica), continua a far discutere.
Adesso è la volta del Gruppo d’intervento giuridico onlus che con Stefano Deliperi invita il Consiglio dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, che ha contestato l’operato della Soprintendenza per Archeologia, belle arti e paesaggio di Siena, a valutare con maggiore attenzione gli obblighi di tutela dell’area, a differenza di quanto previsto per boschi e foreste sottoposte a vincoli diversi. Forniti tutti i riferimenti di tipo giuridico, e ricordato il parere del Consiglio di Stato sul piano di prevenzione incendi nelle pinete di Castiglione della Pescaia e Grosseto, Deliperi sottolinea che è stata «così consolidata la linea interpretativa che ritiene necessaria l’autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree boscate determinati da finalità non strettamente di gestione naturalistica, così come indicato dalla giurisprudenza in materia e da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo con lo specifico parere dell’Ufficio legislativo dell’8 settembre 2016».
«Il parere della competente Soprintendenza - agigunge il Gruppo d’intervento giuridico - è finalizzato alla conservazione del valore ambientale/paesaggistico del bosco e della foresta, proprio perché bosco e foresta non sono banali cataste di legna, magari come a qualcuno piacerebbe, come probabilmente nei casi, per esempio, dei tagli boschivi nella Foresta demaniale del Marganai, purtroppo difesi dalla santa prescrizione, e dei tagli boschivi nella riserva naturale del Farma, di cui si occuperà il Tribunale di Grosseto». —
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