Toscana
Così i migranti fanno vivere la Maremma
Sorpresa nel dossier della Cgil: sono pochi (solo il 5,6% della Toscana) ma hanno ripopolato interi borghi e frazioni
grosseto
I numeri sembrano nascondere una contraddizione, che svanisce se rapportati al territorio maremmano.
Gli immigrati in provincia di Grosseto sono ben pochi rispetto alle altre province toscane, eppure qua incidono maggiormente sulla popolazione residente. Perché? Perché in molto borghi e frazioni hanno permesso una (quasi) ripopolazione dei paesi.
Una presenza significativa, anche se le loro condizioni, lavorative e quindi di vita, restano rilegate alla marginalità.
Tanto emerge dal dossier statistico 2020 pubblicato dalla Cgil in tema di immigrazione, dove i dati, sia generali che provinciali, attestato un fatto secondo i promotori: «Non c’è e non c’è mai stata alcuna invasione».
A parlare è Maurizio Brontini della segreteria regionale della Cgil. «Invasione proprio no – spiega – E non solo per una questione linguistica. Ormai da quasi un quinquennio l’immigrazione in Toscana non cresce quasi più».
Una considerazione che arriva dopo la pubblicazione del dossier annuale sull’immigrazione nella nostra regione, stilato sulla base dei numeri del 2019.
Spulciando i dati contenuti nelle tabelle, questa tendenza la troviamo riflessa anche in provincia di Grosseto, che tra le dieci toscane si attesta al nono posto per presenza di immigrati: dei 422mila residenti stranieri complessivi, in Maremma ce ne sono 23.600. In percentuale, parliamo del 5,6 per cento.
Solo Massa Carrara, con poco più di 15mila, ne ha di meno (3,6 per cento). La crescita rispetto al recente passato è stata minima: tra il 2018 e il 2019, l’aumento è stato dello 0, 3 per cento, inferiore anche al dato regionale che si attesta allo 0,6 per cento. Solo Siena e Firenze hanno percentuali più basse di crescita: la prima si ferma allo 0, 1, mentre il capoluogo toscano registra un calo del meno 1, 3 per cento.
La peculiarità della Maremma rispetto alle altre province toscane sta su quanto gli stranieri vadano ad influire rispetto alle comunità autoctone: nella nostra provincia gli immigrati incidono del 10,7 per cento sul totale dei residenti. Dato che colloca la Maremma al quinto posto regionale in questa particolare classifica. Dato che si manifesta nelle frazioni e nei piccoli centri abitati dell’entroterra, dove la popolazione straniera, ormai stabile e impegnata in attività (come il taglio del bosco), è andata a ripopolare in parte questi borghi. A completare la fotografia nel Grossetano offerta dal dossier troviamo che oltre la metà (il 52,9 per cento) dei residenti stranieri sono donne, 653 di questi ha acquisito la cittadinanza italiana e 1.309 restano iscritti all’estero. I soggiornanti non comunitari in Maremma sono invece poco più di 15mila (di nuovo solo Massa Carrara ne ha di meno in Toscana): il 60,7 per cento di questi ha il permesso a termine per motivi familiari, il 19,7 per cento per lavoro e il 16,1 per protezione internazionale. Tornando infine sui residenti stranieri, i nuovi nati nel 2019 sono stati 239. Ma se i bambini ormai sono ben integrati all’interno delle scuole, spiega il dossier, il problema maggiore per gli immigrati sul territorio – toscano e maremmano – resta il lavoro, contraddistinto da tassi di disoccupazione alti e spesso rilegati al precariato più spinto. —
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