La protesta
Sempre più famiglie in grandi difficoltà ricorrono alla Caritas
Moltiplicati i quantitativi di spese e pasti serviti per strada L’appello del vescovo: «C’è bisogno di cibo, chi può ci aiuti»
Grosseto
L’emergenza sanitaria legata alla pandemia sta sempre più diventando emergenza sociale. È ciò che sostiene la Diocesi, dopo che i dati sono stati noti dal settimanale Toscana Oggi.
La Bottega della solidarietà, il centro alimentare che Caritas ha in via Pisa, è diventato un punto nevralgico. Il quantitativo di generi alimentari distribuito sotto forma di spesa dai volontari di Caritas nel periodo 1 gennaio-23 ottobre 2020 è stato di 166.702 chili. Nello stesso periodo del 2019 era stato di 19.235. Cioè +766%.
«Sì – commenta Luca Grandi, vice direttore di Caritas, che nei mesi del lockdown ha coordinato gli oltre 60 volontari che hanno accolto l’appello del vescovo – questo dato fa davvero impressione a chi, come noi, vive quotidianamente la relazione con tante forme di povertà. Dice che l’emergenza sanitaria vissuta ha cambiato nel profondo il tessuto del nostro territorio, portando purtroppo alla ribalta un quantitativo alto di nuovi poveri».
Il numero di famiglie che la Chiesa, attraverso Caritas, ha servito durante la pandemia garantendo la spesa gratuita è di oltre 440 durante il lockdown.
C’è poi il servizio di distribuzione pasti. I pasti della “mensa itinerante” uniti a quelli della struttura di via Alfieri, nel 2020 hanno già raggiunto quota 12.132, a fronte degli 8733 dello stesso periodo del 2019, con un incremento del 39%.
In forte aumento anche il lavoro del centro di ascolto, pur se chiuso forzatamente da marzo a maggio: nel periodo giugno-ottobre le persone incontrate dagli operatori delle Caritas sono state 1966 contro i 1429 dello stesso periodo dell’anno precedente.
Adesso la Diocesi ha avviato la “fase due” per la distribuzione degli aiuti straordinari grazie allo stanziamento messo a disposizione dalla Cei attraverso l’8 per mille. «Questi interventi arrivano in un momento delicatissimo – sottolinea don Paolo Gentili, vicario generale della Diocesi – Le misure restrittive introdotte con l’ultimo Dpcm stanno inevitabilmente avendo ripercussioni durissime su molte famiglie ed attività produttive. La linea adottata dalla Diocesi è di destinare tali risorse a persone e famiglie in situazioni di povertà o difficoltà. Saranno le parrocchie ad raccogliere ed individuare le situazioni che possono essere aiutate. Può essere una boccata d’ossigeno per famiglie o persone che fino a pochi mesi fa conducevano una vita dignitosa e che oggi invece incorrono in inedite situazioni di povertà o precarietà». Ad ogni parrocchia è stato inviato un modulo che dovrà essere compilato per descrivere la situazione per la quale si chiede l’aiuto.
Nel frattempo, però, anche la Bottega della solidarietà di Caritas sta andando in sofferenza. Gli aiuti, le forniture e quanto raccolto anche attraverso la Raccolta di San Lorenzo non bastano più. «Lanciamo un appello a tutti – dicono il vescovo Rodolfo Cetoloni e don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana – C’è bisogno di alimenti base come legumi, passate di pomodoro, zucchero, farina, ma anche di omogeneizzati, pannolini, prodotti per l’igiene personale e domestica. Chi può, contatti Caritas: 0564 28344 oppure caritasgrosseto@caritasgrosseto.org. Grazie fin da adesso a coloro che potranno aiutarci ad aiutare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google