Sicurezza
Rapine nei negozi del centro, trovato il responsabile
Notificata in carcere un’ordinanza di custodia cautelare per gli episodi risalenti alla fine del luglio scorso
grosseto
I carabinieri lo avevano fermato e arrestato ai primi di agosto: doveva restare a Sapri, perché sotto sorveglianza speciale, e invece era a Grosseto. Era finito in carcere, dopo un primo periodo di arresti domiciliari, perché quest’ultima misura era risultata violata subito dopo ed era quindi scattato l’aggravamento. Il 6 ottobre scorso, davanti al giudice Marco Bilisari, aveva patteggiato 1 anno e 7 mesi anche per aver dichiarato false generalità alla pattuglia: aveva detto di chiamarsi Agostino Dururante invece che Salvatore Bifolco. E in carcere Bifolco è stato adesso raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare. Perché in quei giorni a cavallo tra luglio e agosto sarebbe stato a Grosseto per mettere a segno delle rapine.
L’uomo, 47 anni, originario di Napoli, avrebbe avuto un modus operandi comune, individuato dai militari del Nucleo investigativo, e riconosciuto come tale dal gip. I primi elementi erano apparsi subito convergenti: l’uomo aveva agito solo, con il volto coperto da mascherina, cappellino ed occhiali. Dopo aver minacciato l’esercente, si faceva consegnare i contanti presenti in cassa e quelli in possesso delle vittime stesse. I colpi erano avvenuti grosso modo nella stessa zona, tra via Tripoli e via Oberdan: una lavanderia, la cui titolare aveva subito due rapine in tre giorni; una pizzeria, con il titolare che era stato malmenato. Insomma, era diventato un incubo come gli esercenti avevano raccontato ai carabinieri.
Nel corso delle indagini sono state acquisite immagini e testimonianze. Le descrizioni erano state comparate: ne è scaturito un quadro convergente, sia per le caratteristiche corporee sia per l’inflessione dialettale campana. Raccogliendo tutti gli indizi i carabinieri sono così riusciti ad individuare Bifolco, su cui avevano già avuto dei sospetti dal primo momento, tracciando anche i suoi spostamenti, tra cui alcuni pernottamenti in strutture alberghiere: in particolare, nel corso di una perquisizione in un hotel – una camera prenotata da Bifolco sotto falso nome - erano stati trovati alcuni capi di abbigliamento che i testimoni hanno riconosciuto come indossati durante una rapina. Non solo: in uno di questi episodi una delle vittime aveva notato che sul polso sinistro il rapinatore aveva un tatuaggio con la scritta “Sara”, la sua compagna, poi fatta avvisare al momento dell’arresto.
Dopo la convalida dell’arresto del 3 agosto al Tribunale di Grosseto, Bifolco -che era stato autorizzato a raggiungere i domiciliari con mezzi propri- era stato arrestato a Napoli: sarebbe dovuto essere a Sapri. — PIERLUIGI SPOSATO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
