Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Il virus non ferma la coop Il Melograno Riapre il RistoNodo e c’è lo street food

Giulia Sili
Il virus non ferma la coop Il Melograno Riapre il RistoNodo e c’è lo street food

Nel locale nella zona industriale si farà anche coworking E il camioncino vivande dall’Accesa si sposta in città

3 MINUTI DI LETTURA





follonica

Un punto ristoro, con spazi per lavorare pensati per il coworking ma anche un furgoncino per portare in giro lo street food con prodotti locali e provenienti da agricoltura sostenibile, biologica e sociale: sono tanti i progetti che la cooperativa sociale il Melograno ha in cantiere per il futuro; e come per tradizione del Melograno, sono pensati per dare un’opportunità lavorativa a chi vive in una situazione di disagio che sia di tipo fisico, psichico, economico o sociale.

L’obiettivo è: fare inserimenti lavorativi e le idee, nonostante la pandemia da coronavirus in corso, non mancano.

Per esempio: MeloSgrano è un progetto già testato questa estate che ha avuto un ottimo riscontro: è un furgoncino, un food truck come viene chiamato tecnicamente, che questa estate ha fatto tappa lungo le rive del lago dell’Accesa preparando aperitivi e panini con prodotti del territorio, biologici e sostenibili. L’attività è stata portata avanti grazie a un inserimento lavorativo ed è andata talmente bene che adesso l’idea è di spostare il furgoncino su Follonica almeno per il periodo invernale a partire dal 15 novembre. Il servizio di street food era nei piani della cooperativa da tempo perché ritenuto di sicuro impatto sociale, oltre che una buona occasione di inserimento lavorativo.

Tra i tanti progetti c’è poi il RistoNodo, il ristorante della zona industriale di Follonica che la settimana prossima riaprirà in una veste nuova con uno spazio di coworking e un servizio di ristorazione più snello e veloce. RistoNodo era nato nel 2016 come mensa della cooperativa il Nodo aperta al pubblico e oggi si ripresenta in una versione 2. 0.

Il ristorante è stato chiuso ad aprile, con il primo lockdown, e dopo sei mesi in stand-by la settimana prossima riaprirà con una parte adibita a mensa.

La novità è il coworking: una parte della sala sarà dedicata alle postazioni lavoro con wifi per chiunque ne voglia usufruire. Anche in questo caso sono previsti inserimenti lavorativi anche se al momento, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, non è possibile attivare tirocini.

Ad oggi la cooperativa Melograno ha più di 200 dipendenti di cui il 41% di essi rientra nella categoria dellepersone svantaggiati e in totale, grazie alle tante attività, ha un fatturato annuo di oltre 5 milioni di euro.

I progetti realizzati dalla cooperativa sono inoltre un’occasione per portare a termine alcuni inserimenti con il carcere di Massa Marittima e l’ufficio di esecuzione penale esterna, l’Uepe, che hanno poi portato a delle assunzioni all’interno della stessa cooperativa.

«Realizziamo sempre progetti mirati all’inserimento lavorativo di categorie svantaggiate – spiega il coordinatore dei servizi turistici – e, nel caso della ristorazione, lo facciamo cercando di utilizzare anche prodotti che arrivano da realtà sociali, come i pasti che saranno serviti al RistoNodo, che saranno confezionati da una cooperativa sociale dell’Aretino. L’epidemia in corso ci ha un po’ rallentato – conclude – ma guardiamo avanti con ottimismo». –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web