Il Tirreno

Grosseto

dopo i controlli dei carabinieri 

Passano sulla duna col trattore Maximulta da 25mila euro

Francesca Gori

Gli operai stavano portando via la ramaglia di pino quando hanno sbagliato strada Il direttore tecnico patteggia sei giorni di reclusione: erano in un’area vincolata

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scarlino

Erano stati chiamati per portare via le ramaglie di pino che un’azienda aveva provveduto a tagliare davanti all’Hotel Palace Corte dei Tusci al Puntone di Scarlino e sul trattore che trainava anche un rimorchio dove gli sfalci erano stati sistemati, stavano raggiungendo il piazzale di stoccaggio che si trova vicino all’ingresso dell’albergo.

Ma sul loro percorso, sono incappati nei carabinieri Biodiversità di Marsiliana, impegnati in un servizio a cavallo sulla zona dunale e sono stati fermati: accorgendosi, grazie all’intervento dei militari, di aver sbagliato strada.

Una disattenzione, questa, che è costata cara alla cooperativa sociale che stava svolgendo il lavoro di raccolta della ramaglia di pino dalla duna che si trova davanti all’albergo.

I carabinieri per la biodiversità infatti, avevano già quantificato il danno fatto dal passaggio del trattore sulla duna in 10mila euro, soldi che la cooperativa ha subito pagato. La denuncia però è arrivata alla procura e Michele Murzi, direttore tecnico della cooperativa, era stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver fatto passare il trattore in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico così com’è quel tratto di duna attraversato, che si trova nella Riserva naturale bioenergetica tomboli di Follonica e Scarlino, del reato di distruzione o deturpamento di bellezze naturali, per aver «causato l’interruzione del profilo della duna - come si legge nel capo di imputazione - la distruzione della vegetazione psammofila e l’abbassamento del naturale piano di campagna dell’arenile» e per aver, in assenza del nullaosta eseguito i lavori di rimozione della ramaglia e di trasferimento in un’area protetta.

Il difensore di Murzi, Carlo De Martis, ha chiesto il consenso del pm per procedere con il patteggiamento e il viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo, ha prestato il consenso. Il giudice Marco Bilisari quindi, ha applicato una pena di sei giorni di arresto (pena sospesa), convertita in millecinquecento euro di multa e del pagamento di 24mila euro di ammenda, concedendo la sospensione condizionale e ordinando anche che la zona fosse ripristinata. Ordine questo, che era già stato eseguito, dopo che i carabinieri del nucleo per la biodiversità di Follonica avevano contestato un danno pari a diecimila euro, soldi che la cooperativa aveva già pagato. —

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