Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Ex segretario comunale assolto dalle accuse di tentata concussione

Pierluigi Sposato

Anche il pm aveva sollecitato il proscioglimento di Fimmanò non riscontrando irregolarità nel suo comportamento 

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GROSSETO

Assolto. Con formula dubitativa ma assolto. I giudici del collegio (Adolfo Di Zenzo presidente, Giovanni Puliatti, Andrea Stramenga) hanno prosciolto l’ex segretario comunale di Castiglione della Pescaia, Domenico Fimmanò, oggi 66 anni, dalle accuse di tentata concussione: sia per le vicende relative all’affidamento del servizio autovelox e delle presunte pressioni sui comandanti della polizia municipale (prima Gemma Bromo e poi il richiamato Fabio Pieri - entrambi erano costituiti parte civile) ma anche sugli amministratori pubblici; sia per le vicende relative ai controlli ostacolati o comunque ritardati agli stabilimenti balneari per i quali sarebbero potute essere contestate delle violazioni amministrative. Questioni risalenti entrambi al 2010 (rispettivamente fino al febbraio e nell’agosto) che erano emerse nel corso di un’inchiesta della polizia stradale a più ampio raggio.

La sentenza ha accolto la tesi del pm Arianna Ciavattini (e naturalmente del difensore Carlo Valle): l’accusa non ha rilevato alcun tipo di concussione, non ha ritenuto illegittime le richieste formulate da Fimmanò, non ha rilevato forme di timore nei due comandanti. Il fatto che la norma sugli autovelox sarebbe cambiata da lì a poco è stato un argomento trattato sia dall’accusa sia dalla difesa: l’avvocato Valle ha tenuto a precisare, sulla scorta anche delle dichiarazioni testimoniali, che l’interesse dell’amministrazione per quel tipo di apparecchiature era decaduto, al punto che a Castiglione della Pescaia gli autovelox fissi proprio non esistono. Alla delibera di giunta del novembre 2009 che autorizzava l’acquisto delle apparecchiature non era stato dato seguito e quindi, caso mai, sarebbe stato Simone Zari, titolare della ditta Centro servizi di Giunti Valentina e c., a essere danneggiato perché avrebbe avuto intenzione di partecipare alla gara. Nessuna mail tra Fimmanò e Zari o comunque la ditta è stata trovata. E a proposito dei controlli agli stabilimenti balneari, il difensore ha insistito sull’assenza totale di ogni costrizione: Fimmanò aveva soltanto sollevato il problema della liceità di controlli basati soltanto su uno scritto anonimo e comunque aveva soltanto suggerito un differimento a pochi giorni dopo il Ferragosto. Nessun favoritismo nei confronti del figlio di Fimmanò, che lavorava in uno di questi bagnetti, dal momento che poi la polizia municipale fece riscontrò irregolarità e fece una multa. E nessun favoritismo nemmeno nei confronti della figlia di Fimmanò, che fino al 2008 aveva lavorato per il Centro servizi.

Tutte queste argomentazioni sono state tema anche dell’intervento dell’avvocata Patrizia Fabiani, che ha rappresentato i due comandanti parte civile. Fabiani si è posta, e ha posto ai giudici, domande sul complesso dei comportamenti e del quadro lavorativo all’interno del Comune di Castiglione della Pescaia. A proposito della vicenda autovelox, ha messo l’accento sul fatto che la delibera di giunta con il bando da 100mila euro non era mai stata revocata e che nessuno aveva mai fermato Bromo che su quel bando, come responsabile del servizio, si era messa legittimamente e correttamente al lavoro; e perché, ha poi chiesto, era stato richiamato allora Pieri, che pure sarebbe stato bruscamente estromesso in precedenza. Fabiani ha comunque ravvisato un vantaggio per gli stabilimenti balneari che avevano potuto lavorare nel momento clou dell’estate senza subire controlli, dal momento che questi erano stati differiti di ben 24 giorni.

Le motivazioni saranno depositate entro un mese. —

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