Gioco
Consegnate alla sindaca Biondi le firme contro i gessi rossi
La prima cittadina ha ricevuto la petizione di 714 residenti che si oppongono allo stoccaggio in un’ex cava degli scarti della lavorazione del biossido di titanio
Lina Senserini / CIVITELLA
Sono 714 i cittadini del comune di Civitella Paganico che hanno firmato la petizione contro il progetto di stoccaggio di un milione di tonnellate di gessi rossi nelle ex cave di Pietratonda: 257 sono quelle raccolte a Campagnatico, nel cui territorio si trova l’area oggetto dell’intervento a pochi chilometri dal centro abitato di Paganico.
Nei giorni scorsi la proloco di Campagnatico ha consegnato il documento al sindaco, Luca Grisanti, mentre ieri mattina è stata la volta della sindaca di Civitella Paganico Alessandra Biondi, che ha ricevuto la petizione in municipio, a Civitella Marittima, dalle mani di Francesca Parri, in rappresentanza del movimento spontaneo di cittadini che si è costituito a Paganico, coinvolgendo proloco, volontariato, associazioni.
Per giorni sono state raccolto firme ed è stata fatta informazione sul progetto di Accornero, proprietaria dell’ex area mineraria, di “ripristinare” la cava dell’Incrociata utilizzando gli scarti della lavorazione del biossido di titanio, prodotto negli stabilimenti della Venator a Scarlino.
Ai residenti si sono aggiunte circa 230 firme di cittadini che vivono in altri comuni, che non hanno valore ai fini della petizione, ma che testimoniano la generalizzata opposizione ad un progetto contro cui si sono mossi i sindaci Biondi e Grisanti, le associazioni Forum Ambientalista di Grosseto e il comitato Val di Farma, le rappresentanze di categoria dell’agricoltura, movimenti e associazioni politiche.
Nei giorni scorsi è stato chiesto anche al sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di prendere posizione, poiché, nell’ipotesi di una contaminazione delle falde acquifere se i gessi rossi dovessero essere depositati a Pietratonda, il problema interesserebbe tutta la piana di Grosseto.
La petizione, indirizzata oltre che a Biondi e Grisanti, all’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, alla neo-nominata Giunta regionale, agli enti convocati per la conferenza dei servizi del 5 novembre, chiede «la promozione della partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi», come prevede la Legge regionale 46/2013, attraverso un dibattito pubblico, con l’obiettivo di salvaguardare le risorse idriche del territorio.
Come si legge in un passaggio della petizione, infatti, «la popolazione dei comuni interessati dal progetto ha ricevuto le prime informazioni dalla stampa locale solo in tempi recenti e non ha avuto la possibilità concreta di esercitare il diritto richiamato dalla norma regionale».
Questo considerando il rischio di inquinamento delle falde idriche e «il radicale cambiamento sia del paesaggio che delle risorse del territorio nel comune di Campagnatico e di Civitella-Paganico», che il progetto comporterebbe. —
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