Sicurezza
Lettera sul voto di scambio Costagli sarà processato
follonica
È finita con il rinvio a giudizio per Luigi Costagli, l’udienza preliminare che si è tenuta ieri mattina in tribunale. Il responsabile della campagna elettorale di Massimo Di Giacinto era accusato di calunnia, dopo che il sindaco Andrea Benini insieme a tre suoi sostenitori, avevano sporto querela. Costagli, difeso dall’avvocato Davide Lera, ieri mattina si è fatto interrogare di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri, dopo che il sostituto procuratore Arianna Ciavattini aveva chiesto il rinvio a giudizio. Ha spiegato di aver trovato nella cassetta della posta di casa sua una busta contenente una email che era stata inviata a tutti sostenitori di Andrea Benini, con allegati i file dei tavoli tematici organizzati per la campagna elettorale e un foglio dove c’era scritto: «Ecco la mail e allegato di martedì 1 gennaio 2019 del comitato elettorale di Andrea Benini. Tra i membri», seguono tre nomi, di persone che hanno fatto parte dei gruppi di lavoro tematici per il sostegno dell’ex sindaco alle elezioni del 2019 con accanto la dicitura «beneficiario della variante 8» e «beneficiario della variante 9». A chiudere: «Voto di scambio». Durante l’udienza, il sindaco Benini, assistito dall’avvocato Laura Pacenti si è costituita parte civile insieme ai tre componenti del suo comitato elettorale, assistiti dall’avvocato Giovanni Gori.
Il processo si aprirà l’11 maggio davanti al giudice Marco Bilisari.
Costagli ha 75 anni e oggi è in pensione. Dopo aver trovato quella lettera nella cassetta della posta, si era presentato prima ai carabinieri e poi aveva presentato un esposto alla Procura, avvertendo, subito dopo, i componenti dei tavoli tematici che erano citati in quella lettera anonima.
«Si ipotizza il voto di scambio e questo mi preoccupa e non poco - aveva scritto Costagli nell’esposto presentato - Ha avuto un effetto intimidatorio e creato anche uno stato di ansia». Parole che ieri mattina Costagli ha ripetuto anche in aula, di fronte al giudice Muscogiuri, che ha deciso di rinviare a giudizio il responsabile della campagna elettorale del centrodestra. —
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