Finanza
Ripuliscono il bosco degli spacciatori a Botrona
Enrico Calossi e Francesco Baronti di Follonica a sinistra hanno portato via pentole, lattine, coperte lasciate nei bivacchi ormai deserti
scarlino
Continua la pulizia dei boschi di Scarlino da parte di volontari che, armati di sacchi per l’immondizia e tanta pazienza, hanno deciso di dedicare qualche ora all’ambiente.
Nelle scorse settimane alcuni bivacchi di spacciatori erano stati trovati nelle campagne vicino a Cala Violina e a fare pulizia erano stati due follonichesi aiutati dagli operai delle Bandite di Scarlino. Questa volta i bivacchi sono stati trovati a Botrona, nel sentiero che si raccorda alla strada di Montedimuro e a fare pulizia sono stati Enrico Calossi e Francesco Baronti di Follonica a Sinistra.
Nel verde sono state trovate pentole, lattine, coperte e rifiuti vari che adesso sono stati portati via. Lo stesso scenario era stato trovato a Pian D’Alma dove, tra i vari rifiuti dispersi nel verde, erano state trovate un centinaio di batterie per le auto utilizzate dagli spacciatori per avere un po’ di illuminazione nelle ore notturne.
«In quel tratto di bosco – spiegano Calossi e Baronti – per circa tre estati si erano installati degli spacciatori, vivendo nel bosco dove ricevevano i clienti. Quello era il loro rifugio. Paradossalmente il peggiore disagio non era tanto la sporcizia e il degrado, oltre all’altissimo rischio incendio, quanto il continuo andirivieni di clienti e di auto lanciate a tutta velocità lungo lo stradone di Botrona. Più di una volta si è rischiato la tragedia – proseguono – evitando per un soffio di mettere sotto bambini, ciclisti e animali».
Quello scelto dagli spacciatori è un punto isolato, difficile da individuare ma anche facile da raggiungere se conosciuto. Basta inviare la propria posizione tramite messaggio e telefonare quando si arriva nel punto concordato: qualcuno esce dal bosco, si affaccia sulla strada, e in poco tempo avviene lo scambio. Calossi e Baronti spiegano che dall’estate scorsa gli spacciatori hanno abbandonato quei boschi e che, di conseguenza, i clienti hanno smesso di frequentare la zona grazie al lavoro e all’impegno dei carabinieri.
Restava, però, una ferita aperta da sanare: eliminare l’enorme quantità di immondizia abbandonata nel bosco. Proprio per questo motivo domenica scorsa i due attivisti con guanti e mascherina hanno ripulito tutto quanto, e portato i sacchi al limitare del bosco.
Tutto il materiale è poi stato preso in carico grazie all’intervento della municipale e delle Bandite. «Era doveroso da parte nostra intervenire – dicono i due – il bosco in queste zone è bellissimo e percorso da tanti cittadini e turisti che visitano Montedimuro. Non è la prima volte e non sarà l’ultima che facciamo questo tipo di interventi anche se ci auguriamo che con la prossima stagione il fenomeno dello spaccio e delle carovane di clienti incivili non si ripresenti nuovamente». —
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