La manifestazione
Chiusura anticipata «Non serve a nulla»
grosseto
«La chiusura anticipata alle 18? Non serve a limitare i contagi e ci mette ulteriormente in ginocchio». Il titolare del bar La Vasca di piazza Rosselli, Massimiliano Tinti, critica le disposizioni dell’ultimo Dpcm. Per lui c’è un’ingiustizia di fondo nel limitare gli orari di apertura dei pubblici esercizi pensando che sia una strategia efficace per contenere i contagi.
«Siamo i primi a prendere gli schiaffi e continuiamo a prenderne – dice Tinti – tanto che, se col primo lockdown eravamo impreparati, stavolta in qualche modo lo siamo, o per meglio dire siamo assuefatti. Il vero problema è che dopo un’estate senza controlli, anche se si sapeva che era in arrivo la seconda ondata, ci siamo trovati a fare i conti con i trasporti pubblici zeppi e la riapertura delle scuole dove andavano fatti subito ingressi scaglionati. Se salgono i contagi la colpa non è dei bar e dei ristoranti dove abbiamo applicato e rispettato tutti i protocolli. Ce la prendiamo con la movida senza dimenticare che a Grosseto non c’è la movida dei Navigli a Milano o di piazza del Plebiscito a Napoli. Bisognava differenziare le zone e agire in modo mirato».
Le paure sono tante, come la rabbia. «Ora la nuova parola magica è ristori – dice Tinti – Il governo promette ristori per chi deve chiudere prima ma io non ci credo più. Noi commercianti siamo senza paracadute: investiamo di tasca nostra e paghiamo di tasca nostra. Per il lockdown ho preso per due mesi il bonus da 600 euro ma tra chiusura e lavoro, che è calato molto anche quando eravamo aperti, ho perso una montagna di soldi e mi sono dovuto indebitare per pagare le tasse. Avendo un locale grande ho avuto la fortuna di dover distanziare di poco i tavoli. Eppure ora viviamo con la paura che decidano di chiudere di nuovo tutto».
Del resto anche lavorare solo fino alle 18 è una mazzata. «Praticamente – nota Massimiliano – ci tolgono il guadagno lasciando tutte le spese: è come tagliarci le vene e lasciarci vivi ma agonizzanti. Non è che chiudere due ore prima e pagare un po’ meno di luce possa risolvere i miei problemi». C’è un altro aspetto che non va giù a Tinti: «Se il problema sono gli assembramenti bisognava fare più controlli nelle piazze. La carenza di controlli è un fatto molto grave». —
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