Toscana
Il nodo dei gessi rossi «Chiediamo al sindaco di tutelare l’ambiente»
Il materiale potrebbe finire nelle ex cave di Pietratonda L’appello a Vivarelli Colonna è firmato “Grosseto al centro”
Lina Senserini / GROSSETO
Si allarga il fronte della battaglia contro i gessi rossi a Pietratonda e arriva fino alla scrivania del sindaco di Grosseto. È direttamente ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna che si rivolgono associazioni e movimenti politici (“Potere al popolo” e “Grosseto al centro”) affinché faccia richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi, fissata per il 5 novembre.
La situazione, nell’ipotesi che i gessi rossi vengano utilizzati per il ripristino della cava dell’Incrociata, è tale che il rischio di inquinamento andrebbe ben oltre i confini di Campagnatico e Civitella-Paganico, poiché la contaminazione della falda idrica arriverebbe all’intero acquifero della piana di Grosseto.
In estate, del resto, quando furono rese note le relazioni di Arpat, Genio Civile e Autorità di Bacino sulla presenza di un unico corpo di calcare cavernoso che determina l’acquifero principale, «estremamente vulnerabile», dell’intera pianura fino al capoluogo, era stata l’assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto, Simona Petrucci a dichiarare la contrarietà al progetto di Accornero «come amministratore e come geologo», aveva specificato. Sottolineando, inoltre, che l’amministrazione avrebbe fatto richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi.
Ora, dopo la forte presa di posizione anche delle associazioni dell’agricoltura contrarie a ogni ipotesi di stoccaggio dello scarto di lavorazione del biossido di titanio, il destinatario dell’appello di “Grosseto al centro” è Vivarelli Colonna, «il cui silenzio ci pare assordante», scrive l’associazione di Matteo della Negra.
«La salute delle persone viene al primo posto e rischia di essere pregiudicata dall’inquinamento delle acque di falda, da cui i pozzi di Grosseto attingono per scopi agricoli e alimentari. Sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, se ha a cuore la salute dei suoi cittadini, la qualità dell’ambiente e la nostra economia, faccia sentire la sua voce, chiedendo di partecipare alla conferenza dei servizi, quale ente territorialmente coinvolto, e si opponga a un progetto che rischia di danneggiare irreparabilmente Grosseto e il suo territorio. Non si ripeta quello che è già successo a Scarlino, dove si sono dovuti chiudere i pozzi artesiani per l’inquinamento delle falde», è l’appello di “Grosseto al centro”. «I gessi rossi sono un rifiuto speciale che può inquinare le acque superficiali e sotterranee con la formazione di solfati, manganese e cloruri. Dove sono stati depositati si è registrata una pesante contaminazione, nonostante il controllo degli enti locali e della Regione Toscana», conclude l’associazione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
