Il Tirreno

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LA PROTESTA

La pulizia appena un mese fa: ora ecco altre 5 carcasse

Elisabetta Giorgi
La pulizia appena un mese fa: ora ecco altre 5 carcasse

Grosseto, storia senza fine a San Martino, dove sono rispuntati nuovi veicoli incidentati. I residenti: «Sporcizia e scarsa sicurezza. Quando arrivano le telecamere?»

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GROSSETO. La discarica è ricomparsa. Pare difficile a questo punto è immaginare un copione diverso per una storia che appare semplice ma che si replica ogni volta identica, senza soluzione. È passato appena un mese dall’ultima maxibonifica dei rottami d’auto in località San Martino, ed ecco ricomparire nuove carcasse.La storia va avanti così da anni. Si pulisce, poi rispunta di tutto. Macchine incidentate, a volte più rotte, più piene di spazzatura e detriti delle precedenti; veicoli ammaccati e abbandonati sul lato della strada, accanto alle case, ai giardini.

Alcuni con la targa. I residenti di San Martino lo chiamano "abitato discarica", in riferimento alla piaga che li perseguita da anni e senza tregua vicino ai loro cancelli e che - per quanto possa apparire di facile gestione o problema di poco conto - è dura a morire. Tornano a segnalare il problema al Tirreno. Abita a fianco delle nuove carcasse comparse in questi giorni Tina Caldoni, che ci accompagna lungo la strada.

«Quando portano queste macchine qua, è segno che non le vogliono più», dice Tina e confermano altri abitanti di passaggio. «Ormai ci vedono così: un paese discarica». Incontriamo un esemplare di Panda blu, con targa, nuovo modello e fracassata davanti; sul parabrezza il certificato assicurativo scaduto nel 2016, poi una scritta sul vetro: non toccare. E ancora sullo stesso lato: ecco una Renault scura cinque porte, stavolta senza targa né davanti né dietro, tutta rigata.

All’interno c’è di tutto: spazzatura, scatoloni, buste di plastica, una scala, parti di termosifoni, attrezzi, materiale edile, piatti. Come residui di un cantiere o chissà cosa. Accanto ancora, spunta una Ford in buone condizioni, «è da tanto tempo che è qua», e poi ancora una Citroën C1 nera, con la targa davanti, tutta scassata, il faro anteriore sinistro è frantumato dopo uno scontro, idem in parte della carrozzeria nel lato del navigatore. Il pezzo peggiore è una Panda blu elettrica, stavolta vecchio modello, con targa pure questa (Modena) e tutta la fiancata sinistra - quella del guidatore - distrutta.

La portiera è accartocciata, anche lo pneumatico sotto il volante è accartocciato su se stesso. Chissà quali storie, quali incidenti, quali traiettorie hanno spinto i proprietari o chi per loro a dirigersi ogni volta fin qua a San Martino, il paese-calamita dei rottami, i cui abitanti sono esasperati e si chiedono come sia possibile che non si risolva nulla.

«Ci vuole così tanto? C’è una sporcizia incredibile - dice la signora Caldoni, con toni civilissimi - Va bene portare via ogni volta, ma questa faccenda non finisce mai. Arrivano o no queste telecamere? La notte non dormiamo, c’è un via vai di gente», lamenta Tina, che ha scambiato questo abitato per chissà quale riparo clandestino dove si può posteggiare i veicoli senza rottamarli e andarsene; oppure cannibalizzarli per piazzare i pezzi sul mercato. «Certo, non ci sentiamo sicuri». L’ultima operazione della Municipale risale a metà settembre quando gli abitanti segnalavano il buon lavoro di pulizia fatto in una giornata, ma già preventivando nuovi fastidiosi capitoli. --

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