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Grosseto

il report 

Differenziata al 41,46%: la Maremma cresce ma resta comunque in coda alla classifica. Tutti i dati

Francesca Ferri
Un'isola ecologica con i cassonetti automatizzati a Grosseto (foto Agenzia Bf)
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Un'isola ecologica con i cassonetti automatizzati a Grosseto (foto Agenzia Bf)

I dati dell’Arrr del 2019 fotografano una raccolta virtuosa ancora in affanno. Grosseto capoluogo al 40,84% 

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GROSSETO. Migliora di quattro punti percentuali la raccolta differenziata in provincia di Grosseto, che passa dal 37,53% del 2018 al 41,46% del 2019 (leggi qui i dati relativi al 2018). Ma resta comunque lontanissima dall’obiettivo di legge, fissato dal Testo unico sull’Ambiente (legge 152 del 2006) del 65% e ancor più lontano dall’obiettivo del 70% per il 2020 della Regione Toscana. Sempre inferiore, inoltre, alle altre tre province dell’Ato sud (Arezzo è al 46,91%, Siena al 54,46%) nonché alla media dell’Ato (Siena, Arezzo, Grosseto e sei comuni della Valdicornia) che è al 46,45%. Maluccio anche il confronto con gli altri due Ato toscani: l’Ato centro è al 65,06%, l’Ato ovest al 64,29.



I dati sono quelli ufficiali divulgati ogni anno in questo periodo dall’Agenzia regionale recupero risorse e fotografano la situazione del 2019.

Ventiquattro dei ventotto comuni grossetani hanno una raccolta virtuosa in crescita. Solo quattro fanno peggio: Capalbio (-3,72%), Cinigiano (-1,64%), Roccastrada (-3,20%), Seggiano (-0,45%).

Solo Montieri supera il 70,86% (leggi qui), seguita da Monterotondo Marittimo (69,52%) e Magliano (68,63%). Sopra il 60% anche Castell’Azzara, Sorano e Massa Marittima che passa dal 53,58 al 62,91%. Comuni, però, poco popolosi, che non incidono in maniera forte sulla media provinciale.

Apprezzabile anche il risultato di Civitella Paganico che raddoppia la differenziata dal 25,85% al 54,13%, anche se la sindaca Alessandra Biondi frena gli entusiasmi: «Abbiamo iniziato la differenziata il 4 marzo 2019 e, partendo da così in basso, è normale avere un aumento. D’altro canto è un segnale: la decisione di cambiare metodo è stata una scelta anche morale. E il risultato dimostra che si può fare».

Male Seggiano, ultima con appena il 18,23% di differenziata, e Capalbio, penultima con il 19,35% e peggiorata di 4 punti rispetto all’anno precedente (leggi qui).

Grosseto capoluogo è al 40,84%, ovvero migliora di oltre tre punti, ma è comunque in fondo alla classifica dei capoluoghi in Toscana insieme a Massa al 30%, Carrara al 40,23%, e a Pistoia al 40,21%, mentre brillano Lucca all’81,01%, Prato al 73,42%, Livorno al 68,39%.

Dopo tanti sacrifici e un importante investimento – il comune ha avviato proprio nel 2019 l’installazione dei cassonetti automatizzati in vista della tariffa a peso, e la completerà nel 2021 – come si spiega un risultato così contenuto?

«Osservando l’andamento della raccolta differenziata mese per mese, vediamo che a differenza di Arezzo e Siena abbiamo un andamento meraviglioso fino ad aprile, metà maggio, con livelli alti di differenziata fino al 43%, e poi un calo folle nei mesi estivi fino al 38%», spiega l’assessora all’Ambiente del Comune di Grosseto Simona Petrucci. «Questo è dovuto al gran numero di presenze di turisti che fa calare la differenziata, soprattutto a Marina, dove ancora non ci sono i cassonetti smart. Nel 2019 avevamo solo 30mila persone che conferivano nei cassonetti smart. Eppure già con quelle prime installazioni eravamo al 41,21%. Man mano che aumentano le postazioni aumenterà la differenziata. A gennaio 2020 eravamo al 45%. Installare anche a Marina i cassonetti smart darà risultati significativi». Ma ci sarebbero anche altre ragioni. «Chiediamoci come mai le percentuali più alte di differenziata, in Toscana, sono nei capoluoghi dove la gestione è in house e invece l’Ato sud, nonostante tutti gli sforzi, è indietro. Guarda un po’ Siena, Arezzo e Grosseto hanno il gestore unico Sei Toscana. Forse Sei ha dei problemi a gestirli?». —

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