Il dolore
Minacce e lesioni per togliere dalla piazza un rivale dello spaccio
Isola del Giglio
Il filo conduttore, di questa come della precedente sentenza, era il medesimo: il controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti sull’isola. Se in precedenza (2017) l’oggetto del procedimento era il possesso in sé di un quantitativo considerevole di droga nascosto in due scatole di riso con direzione Giglio (con pesanti condanne parzialmente ridotte in appello), questa volta davanti al giudice i due erano finiti per una serie di imputazioni (modificate nel frattempo) riconducibili comunque alla necessità di eliminare un concorrente nello spaccio.
Per Danilo Acri, 41 anni, e Antonio Morra, 40 anni, entrambi originari di Napoli, il giudice Marco Mezzaluna ha riconosciuto appunto la continuazione con la precedente sentenza e ha ritenuto equo il patteggiamento di 1 anno e 6 mesi oltre a 1.000 euro di multa in aggiunta a quanto già stabilito dai giudici della Corte di appello di Firenze: per Acri la conferma di 5 anni 6 mesi e 20 giorni, per Morra 8 anni 5 mesi e 10 giorni (inizialmente 9 anni e 4 mesi), pene però ridotte dal giudice dell’esecuzione in applicazione della sentenza 40 del 2019 della Corte Costituzionale. Dunque, l’aumento della pena è avvenuto su 4 anni e 5 mesi per Acri e 6 anni e 5 mesi per Morra. Il risarcimento del danno all’uomo di nazionalità albanese vittima delle loro condotte ha attenuato l’entità della pena. Nessuno dei due imputati, assistiti dagli avvocati Franco Mugnai e Romano Lombardi, era presente all’udienza di ieri. Morra è in carcere, in conseguenza dell’altro procedimento. Acri è in detenzione domiciliare per lo stesso motivo.
L’originario capo di imputazione del novembre 2016 è stato modificato nel 2017. Entrambi erano adesso sotto accusa per tentata violenza privata con lesioni. «Da qui te ne devi andare. Qui comando io. Se non te ne vai ti taglio la gola. La zona è mia e te ne devi andare» sarebbero state le frasi pronunciate nei confronti dell’albanese per indurlo a lasciare libera la piazza. Minacce accompagnate da calci e pugni: i due avrebbero colpito l’uomo alla testa con un casco da motociclista e gli avevano strappato i pantaloni (10 giorni di guarigione). Avrebbero poi cercato di togliergli dalle mani il cellulare. Tutto ciò il 28 luglio 2016, sull’isola. Infine, Acri e Morra dovevano rispondere della detenzione a fini di spaccio di quantitativi di cocaina (fino al settembre 2016); e di alcuni episodi di spaccio, sempre risalenti al 2016. — p.s.
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