Il Tirreno

Grosseto

il processo 

«Regali per le soffiate» Ma Mariuccia Alafleur respinge ogni accusa

p.s.

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Grosseto

Un giorno del settembre 2018 un carabiniere libero dal servizio e Mariuccia Alafleur, con la figlia Angela, si erano incontrati in un negozio della grande distribuzione, in città. Secondo la difesa, ci sarebbe stato soltanto uno scambio di saluti e una richiesta di informazioni sui quaderni scolastici per la figlia di Angela; secondo l’accusa Mariuccia avrebbe proposto regali al carabiniere e alla moglie di lui in cambio di “soffiate”.

Istigazione alla corruzione è il reato per la quale Mariuccia Alafleur 60 anni, è sotto accusa davanti al collegio del Tribunale (Adolfo Di Zenzo presidente, Giovanni Puliatti, Marco Bilisari). «Ti faccio dei regali a te e a tua moglie se puoi avvisarmi in anticipo delle perquisizioni» è grosso modo il tenore della richiesta che sarebbe stata rivolta dalla donna al sottufficiale. «Non so se avesse davvero l’intenzione di darmi qualcosa. Io però ne parlai con il comandante della Compagnia e feci la relazione di servizio», ha precisato al pm Giovanni Di Marco. Il militare, che ha specificato di conoscere per lavoro e solo per lavoro la famiglia Alafleur, ha aggiunto di aver incontrato altre volte Mariuccia e la figlia anche in una struttura sanitaria, per necessità dei rispettivi figli.

Che tutte le parti si conoscano anche e soprattutto perché la città e piccola è un dato assodato. Non ha avuto difficoltà ad ammetterlo la stessa Angela: «Mi capita di incontrarlo e salutarlo. Ma non ho sentito mia madre conversare con lui quel giorno: io non mi sono mai allontanata da loro due. E lui con mia madre scambiò solo un saluto».

Mariuccia, sollecitata a rispondere dal difensore Giovanni Livio Sammatrice, ha spiegato di conoscere l’appuntato da 15 anni e di averlo visto «sempre in divisa» anche a casa sua. Ma ha negato di aver cercato di corromperlo: «Mai proposto regali: sono povera, cosa gli dò? Non ho mai chiesto favori anche perché, scusi l’espressione, noi siamo tutti nella c...» . L’udienza è stata aggiornata a marzo per la conclusione. —



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