Sicurezza
L’odissea di 5 studenti A casa prendendo 3 bus e dopo più di 3 ore
Il primo mezzo aveva raggiunto la capienza massima Sono scesi ma il secondo aveva una destinazione diversa
gavorrano
Tre ore e mezza per tornare a casa prendendo 3 autobus diversi: è l’odissea di cinque ragazzi di Bagno di Gavorrano e che frequentano l’istituto superiore Manetti Porciatti di Grosseto.
A raccontare quanto accaduto ieri è la mamma di uno di loro, Lucia Vitelli che ha seguito passo per passo il rientro a casa di sua figlia di 14 anni. La figlia di Lucia è uscita da scuola alle 12,30 ma solo alle 15,45 è riuscita a rientrare a casa, questo perché sull’autobus che prende quotidianamente per tornare a Bagno di Gavorrano non c’era posto. «Mia figlia quando è uscita da scuola è salita sull’autobus della Tiemme che prende ogni giorno ma l’autista ha informato lei e altri 4 ragazzi che la capienza massima era stata raggiunta e che sarebbero quindi dovuti uscire – dice Lucia – L’autista è stato molto gentile e ha indicato ai ragazzi un altro autobus che si trovava parcheggiato, dicendo che anche quello avrebbe raggiunto la frazione di Bagno». La Regione Toscana per evitare la diffusione del coronavirus ha infatti fissato all’80% la capienza massima dei mezzi di trasporto. I 5 ragazzi sono quindi scesi e hanno preso l’altro autobus. A viaggio ormai iniziato i ragazzi hanno chiesto conferme all’autista: «L’autista in questo caso è stato molto sgarbato – spiega Lucia – e ha detto ai ragazzi che non sarebbe andato a Bagno di Gavorrano. Insomma, o scendevano lì oppure avrebbero dovuto arrivare fino a Massa Marittima». I ragazzi sono quindi scesi a Casteani, senza sapere come fare a raggiungere Bagno di Gavorrano. «L’autista – dice Lucia – non ha detto nulla lasciando cinque minorenni ad una fermata qualsiasi».
In qualche modo i ragazzi hanno però recuperato il numero di telefono dell’autista del primo bus e lui li ha aiutati: «Con molta pazienza l’autista che aveva sbagliato ad indicare l’autobus da prendere si è messo subito a disposizione dei ragazzi – dice Lucia – rassicurandoli, e spiegando loro che dopo 20 minuti sarebbe passato un altro autobus che li avrebbe portati a casa». I ragazzi hanno quindi preso il terzo autobus e sono finalmente potuti arrivare a Bagno di Gavorrano alle 15,45 ancora a stomaco vuoto. La rabbia di Lucia è tanta di fronte a questa situazione: «Paghiamo 80 euro di abbonamento – dice la donna – e la Tiemme non solo non riesce a garantire un rientro tranquillo per tutti ma non ha neanche un responsabile da contattare in caso di bisogno. A questo punto farò prendere il treno a mia figlia anziché l’autobus anche se è molto più caro. Il servizio in questo modo è veramente pessimo – conclude – Mia figlia esce di casa alle 6 e non so mai quando riesce a tornare, è vergognoso». —
giulia sili
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