Il Tirreno

Grosseto

la protesta 

Cattivi odori in città La polizia provinciale controlla gli impianti

Francesca Gori

Per due giorni i miasmi sono stati sentiti in varie zone Spandimenti di digestato nei campi la probabile causa

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GROSSETO

Ci risiamo. Grosseto, per due giorni, si è svegliata ed è andata a dormire con i cattivi odori che talvolta ammorbano l’aria, rendendola irrespirabile. I cattivi odori questa volta sono arrivati dalla zona sud est della città e complice una leggera brezza che è spirata soprattutto al calar del sole, si sono espansi un po’ ovunque, fino ad arrivare anche nei quartieri più distanti. I cattivi odori che hanno investito la città infatti, sono stati sentiti anche da Barbanella.

Le segnalazioni, da martedì, sono cominciate subito su Facebook: ieri mattina, la polizia provinciale è andata a controllare cosa stesse accadendo, scoprendo nella zona sud est della città, quella che corre verso San Martino. Gli accertamenti per stabilire l’origine del cattivo odore sono ora in corso ma sarebbe escluso, al momento, qualunque problema per la salute dei grossetani. Che però da anni sono costretti a combattere con un odore nauseabondo che si sente spesso, soprattutto quando agli impianti di biogas che circondano Grosseto, arrivano i carichi di pollina che viene utilizzato per produrre digestato che poi viene sparso nei terreni per concimarli.

Di proteste per i cattivi odori in città ce ne sono state molte e lo scorso giugno, in Comune, era stata convocata anche una commissione, la IV, aperta ai comitati per discutere della questione. Era stato il tecnico dell’Arpat a togliere subito il detonatore agli ambientalisti: «Di puzzo non è mai morto nessuno», aveva detto. Perché stando ai dati raccolti dall’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana, le emissioni odorigene che si sentono a Grosseto, non nasconderebbero alcun pericolo per la salute dei cittadini e nemmeno agenti che potrebbero essere responsabili di inquinamento del territorio. Ma anche su questo punto, le letture non sono univoche. Roberto Barocci del Forum ambientalista aveva rilevato concentrazioni di nitriti centinaia di volte superiori rispetto ai limiti consentiti, dalle analisi delle acque del Molla 2 e della Diaccia Botrona, che si trovano adiacenti a un impianto a biogas.

Dopo l’esposto che gli ambientalisti avevano presentato alla Procura, poche settimane dopo la convocazione della commissione ambiente in Comune, ne è stato presentato un altro, questa volta per chiedere il rispetto del regolamento della giunta regionale toscana del 2008, in materia di gestione, spandimento e interramento del digestato. Un esposto che era stato firmato da due cittadini che chiedevano maggiori controlli da parte degli organi competenti. Più controlli, era stato chiesto. E rispetto del regolamento che spesso, sembrerebbe essere disatteso, sentito l’ “odoraccio” che costringe tantissimi cittadini, anche in estate, a tenere le finestre chiuse. Ch fa venire il voltastomaco, che provoca nausea, raschiore alla gola, arrossamento degli occhi.

Una situazione che ieri è stata denunciata di nuovo alla Cittadella come in centro, nella zona dii Laghi, al ponte dei Macelli e nella zona del tribunale. Ma anche nella zona dell’ospedale dove sembra che i cattivi odori due giorni fa abbiano anche invaso alcuni reparti.

Cattivi odori che sarebbero però provocati dalla pollina, concime organico ottenuto dal riciclaggio per trattamento industriale delle deiezioni degli allevamenti avicoli. Nessun pericolo per la salute, quindi, ma un fastidio tremendo per chi deve conviverci. —



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